'Sarò in Sardegna oggi con il Presidente  Conte per parlare e ragionare con i pastori sardi. Sono pienamente  d'accordo con loro. Non possiamo pensare che i pastori, ma possiamo  fare questo ragionamento anche per l'agricoltura in generale e per  qualsiasi altra regione d'Italia, vengano pagati così poco". Così il  ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio, ospite di ''Circo Massimo'' su Radio Capital.       

"Il Consorzio non sta facendo quello che dovrebbe fare. Non possiamo  permettere che il pecorino venga fatto con il latte romeno e poi noi  ci troviamo con i pastori in seria difficoltà. Apriremo - annuncia  Centinaio - un tavolo di filiera nazionale sul pecorino e cercheremo  di capire se è possibile reperire dei fondi per aiutarli. Soprattutto  però non vogliamo limitarci a tamponare l'emergenza ma vogliamo  cambiare un Consorzio che non sta facendo l'interesse dei nostri  pastori''.        

"Le remunerazioni offerte non sono solo  indegne ed offensive per i pastori ma anche illegali perché le norme  sulla concorrenza vietano 'qualsiasi comportamento del contraente che, abusando della propria maggior forza commerciale, imponga condizioni  contrattuali ingiustificatamente gravose, ivi comprese, ad esempio  qualsiasi patto che preveda prezzi particolarmente iniqui o  palesemente al di sotto dei costi di produzione'". E' quanto afferma  la Coldiretti nel sottolineare i contenuti dell'articolo 62 della  legge 1 del 2012 nato proprio per combattere speculazioni e pratiche  sleali.       

Un obiettivo, sottolinea la Coldiretti, condiviso anche dall'Unione  Europea che si appresta ad approvare la nuova direttiva contro le  azioni commerciali inique e immorali che entro la prima settimana di  marzo dovrebbe arrivare in Aula al Parlamento europeo. Si tratta,  continua la Coldiretti, della presa d'atto della necessità di  contrastare lo squilibrio commerciale che favorisce le speculazioni  lungo la filiera e la necessità di intervenire per garantire un  trattamento più equo alle piccole e medie imprese agroalimentari come  nel caso dei pastori sardi e dei loro greggi nei confronti  dell'industria caseari.       

Una esigenza che sarà sollevata domani martedì 12 febbraio dalle ore  9,30 davanti a Piazza Montecitorio a Roma con un delegazione di  pastori sardi ospitata per far conoscere alle Istituzioni nazionali la tragedia del latte di pecora sottopagato alla manifestazione della  Coldiretti.   

La situazione, denuncia la Coldiretti, è insostenibile  con il prezzo offerto da un ''cartello'' di industrie inferiore a 60  centesimi per litro di latte di pecora che spinge alla chiusura i  12mila allevamenti della Sardegna dove pascolano 2,6 milioni di  pecore, il 40% di quelle allevate in Italia, che producono quasi 3  milioni di quintali di latte destinato per il 60% alla produzione di  pecorino romano (Dop).       

Per questo, continua la Coldiretti, "non ci sono più le condizioni per sedersi ad un tavolo con chi fino all'ultimo è rimasto sordo e  indifferente alle proposte avanzate per dare risposte al dramma dei  pastori e attendiamo che l'associazione industriali proponga a tutti i pastori della Sardegna il prezzo del latte che non ha voluto né  trattare né modificare in questi mesi. In gioco c'è il futuro di  migliaia di famiglie, di un settore economico strategico per il Made  in Italy e per l'intera Sardegna dove il 70% del territorio è  destinato al pascolo dal quale gli animali traggono alimento ma  secondo la Coldiretti negli ultimi dieci anni in Italia è scomparso un milione di pecore per colpa di scelte industriali irresponsabili".

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