"Ieri è toccato a noi difendere, rispetto  alle parole inquietanti del premier Gentiloni, la valenza  istituzionale e i risultati operativi, pur nella brevità della sua  parabola, della commissione di inchiesta sul sistema bancario. Ci  saremmo aspettati una presa di posizione anche da parte di chi guida  questo organismo, ma si vede che gli interessi di bottega, l'obiettivo di riguadagnare un posto nel prossimo Parlamento e l'allineamento  politico sotto l'ala del Pd sono più importanti per Casini del  delicato ruolo istituzionale che egli ricopre rispetto alla bicamerale di inchiesta". Lo denunciano i membri M5S della commissione banche.       

"Le parole di Gentiloni -aggiungono- tradiscono tutto il conflitto di  interessi e l'imbarazzo dei Democratici, ma il silenzio di Casini è in linea con il suo atteggiamento iniziale di disprezzo per l'organismo  che poi ha guidato. Il M5S continua a difendere in splendida  solitudine le prerogative del Parlamento".      

"Ringrazio i 5 Stelle per la loro premura, ma io non devo difendere niente e nessuno. In Italia esiste la  distinzione dei poteri e il Presidente del Consiglio è libero di dare  i giudizi che ritiene. Il Parlamento lavora nell'ambito delle sue  prerogative e il giudizio sul suo lavoro è affidato agli italiani.  Capisco che i 5 Stelle siano in campagna elettorale e colgano  l'occasione per l'ennesima polemica col Pd e con Gentiloni, ma  francamente sono estraneo a queste loro dinamiche". Lo dice il  Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sul sistema  bancario e finanziario, Pier Ferdinando Casini.    

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