Patrizia De Luise Presidente Confesercenti

A ottobre l'indice del clima di fiducia  dei consumatori aumenta per il quinto mese consecutivo passando da  115,6 a 116,1. Anche l'indice composito del clima di fiducia delle  imprese è in aumento: nel mese di ottobre cresce di un punto  percentuale - da 108,1 a 109,1 - raggiungendo il livello di giugno  2007.

Lo rileva l'Istat. Tra le serie componenti il clima di fiducia  dei consumatori, si segnala un miglioramento dei giudizi e delle  aspettative sulla situazione personale; il saldo relativo  all'opportunità attuale all'acquisto di beni durevoli registra un  nuovo aumento riportandosi sui livelli di gennaio 2017. Infine,  diminuisce il numero degli interpellati che ritiene possibile  risparmiare in futuro (orizzonte temporale 12 mesi).       

Con riferimento alle imprese, nel mese di ottobre si rileva un aumento del clima di fiducia in tutti i settori ad eccezione delle  costruzioni. In particolare, il clima di fiducia aumenta nel settore  manifatturiero, in quello dei servizi e nel commercio al dettaglio (i  climi salgono, rispettivamente, da 110,5 a 111,0, da 107,1 a 107,6 e  da 109,1 a 113,2); in controtendenza il settore delle costruzioni dove l'indice di fiducia, pur rimanendo sui livelli registrati alla fine  del 2007, passa da 132,1 a 130,3.       

Passando ad analizzare le componenti dei climi di fiducia si segnala  che, nel comparto manifatturiero, l'aumento dell'indice è dovuto sia  ad un recupero dei giudizi sul livello degli ordini (il cui saldo  torna positivo per la prima volta dal 2007) sia ad un lieve aumento  delle attese sulla produzione. Anche le scorte di magazzino sono  giudicate in decumulo. Nel settore delle costruzioni, il calo  dell'indice è causato essenzialmente da una diminuzione delle  aspettative sull'occupazione presso l'impresa in presenza di un lieve  peggioramento dei giudizi sugli ordini. Per quanto riguarda i servizi, il miglioramento della fiducia è trainato da un deciso aumento delle  aspettative sugli ordini in presenza di un deterioramento sia dei  giudizi sugli ordini sia di quelli sull'andamento degli affari. Nel  commercio al dettaglio si registra un netto miglioramento sia dei  giudizi sulle vendite correnti sia delle aspettative sulle vendite  future; le scorte di magazzino sono giudicate in decumulo per il  secondo mese consecutivo.     

"Imprese e famiglie recuperano  l'ottimismo. Adesso è prioritario capitalizzare questo tesoretto di  fiducia per costruire una ripresa più forte, rafforzando in  particolare il sostegno alle micro e piccole medie imprese". Ad  affermarlo è la presidente di Confesercenti Patrizia De Luise  commentando i dati dell'Istat sulla fiducia.        "Riteniamo che in questa fase, caratterizzata da segnali di rilancio  ma ancora delicata -sottolinea-, sia prioritario mantenere il  ritrovato atteggiamento fiducioso degli italiani e delle imprese. Che  non è scontato, in particolare per i consumatori: il miglioramento del clima di fiducia trova infatti ragione soprattutto nei giudizi e nelle attese sulla situazione economica famigliare e nell'opportunità di  risparmio, mentre i giudizi e le aspettative circa la situazione  economica del Paese sono entrambi in peggioramento, così come  aumentano le attese di disoccupazione. Andamenti contrastati che  riflettono ancora la forte incertezza dei consumatori orientati al  momento più al risparmio che al consumo. L'incremento di fiducia,  infatti, è legato a situazioni familiari più che alla situazione  economica del paese".   

Per questo, continua la presidente di Confesercenti, "è  fondamentale concentrare gli sforzi, mettendo in campo interventi  mirati a dare maggiore impulso alla ripartenza effettiva dei consumi  ed al sostegno dei piccoli imprenditori che, purtroppo, sono quelli  che hanno pagato il prezzo più alto della crisi e scontano una domanda interna ancora debole. La Legge di Bilancio deve tenerne conto".       

È fondamentale, in particolare, aggiunge, "estendere anche ai piccoli  le misure di Impresa 4.0, per rilanciare e modernizzare la rete,  soprattutto del commercio di prossimità che appare ancora indietro  sulla strada della ripresa ed è schiacciato tra la concorrenza della  grande distribuzione e dell'E-Commerce. ervono misure specifiche,  dall'introduzione della cedolare secca per i locali commerciali e gli  esercizi pubblici ad un intervento per alleggerire la pressione del  fisco e delle tariffe sulle imprese di minori dimensioni".       

In particolare, sottolinea, "è opportuno ripensare il differimento  dell'IRI, che cancella in un colpo miliardi di euro di possibili  vantaggi fiscali per i piccoli e blocca gli investimenti, oggi più che mai necessari per rafforzare la ripresa del tessuto economico".