Se veramente il governo confermasse un  deficit all'1,2% per il 2018, un rialzo dell'Iva sarebbe inevitabile.  E' l'opinione espressa dal segretario di Scelta Civica, ed ex  viceministro al Tesoro, Enrico Zanetti in una nota a commento delle  stime sui conti pubblici indicate nel Documento di Economia e Finanza  approvato nei giorni scorsi dal governo.       

"Sulla manovra di fine anno per il 2018 - afferma Zanetti - si leggono i numeri più strani, eppure è tutto molto semplice per chi ha l'umiltà della ragioneria e non solo la pretenziosità della macroeconomia:  premesso che nei tendenziali abbiamo 19,5 miliardi di maggiore Iva per effetto dell'aumento di 3 punti delle aliquote, i miliardi di  copertura necessari per scongiurarli sono esattamente 19,5 se  veramente confermassimo l'obiettivo di deficit all'1,2% che il Non-Def del Governo Gentiloni riporta; 14,5 miliardi se risultasse sufficiente portarlo a 1,5%, 10 miliardi se bastasse portarlo a 1,8%".       

 A questa somma, aggiunge "vanno poi aggiunte le coperture necessarie  per fare qualsiasi altra cosa si volesse fare: aumenti salariali per  la PA, spese indifferibili, cuneo fiscale, altro". Per questo,  conclude, "già nei giorni scorsi avevamo detto che con un deficit 2018 sotto l'1,8% l'aumento almeno parziale dell'Iva non è una opinione, ma matematica".    

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