"Dopo tre anni finisce la mia direzione di  Repubblica. Lo hanno deciso gli editori. Ho l'orgoglio di lasciare un  giornale che ha ritrovato un'identità e ha un'idea chiara del mondo. I lettori lo hanno capito, la discesa delle copie si è dimezzata: era al 14 ora è sotto il 7". Lo scrive Mario Calabresi su Twitter. 

In un secondo tweet Calabresi dice "grazie a chi ci ha sostenuto nella battaglia per una stampa libera e non ipnotizzata dalla propaganda dei nuovi potenti". "Abbiamo innovato tanto sulla carta e sul digitale e i conti sono in ordine. Grazie a tutti i colleghi a cui auguro di non perdere mai passione e curiosità" conclude il tweet di Calabresi. Milanese, 49 anni, Calabresi ha diretto 'la Repubblica' dal 15 gennaio 2016, approdando alla testata del gruppo Gedi da 'La Stampa' di Torino, di cui aveva assunto la guida ad aprile 2009. In realtà dal 1999 quella di Calabresi - figlio del commissario Luigi Calabresi, assassinato nel 1972 (e al tema del terrorismo ha dedicato un fortunato libro 'Spingendo la notte più in là', diventato anche uno spettacolo teatrale) - è stata una carriera che si è mossa più volte sull'asse La Stampa-Repubblica. Per il quotidiano romano, Calabresi ha seguito nel novembre 2017 un importante restyling, definito dallo stesso direttore " un mutamento radicale e non solo formale".

Al suo posto alla direzione del quotidianio arriva Carlo Verdelli, ex Direttore Editoriale per l'Offerta Informativa Rai. Verdelli non ha ancora firmato, si attende l'indicazione ufficiale da parte del cda della Gedi, la società editrice di Repubblica, ma a quanto si apprende sarà lui il nuovo direttore. Tra le parti c'è stato un primo confronto. -

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