"Alla politica, al ministro della  Giustizia abbiamo chiesto di passare dalle parole ai fatti, varando  una norma che sia semplicemente in linea con quanto deciso dalla Corte europea dei diritti dell'uomo: quando c'è un'azione di risarcimento  promossa nei confronti di un giornalista e quell'azione si dimostra  infondata, chi ha promosso quell'azione deve essere condannato al  pagamento di una sanzione pecuniaria proporzionata all'entità del  risarcimento richiesto". Lo ha detto oggi a Bari, a proposito delle  querele temerarie contro gli organi di informazione e i giornalisti,  il segretario nazionale della Federazione della Stampa, Raffaele  Lorusso, durante una conferenza stampa, tenuta a margine di un  convegno formativo promosso dall'Associazione della stampa di Puglia.  E' intervenuta anche Marilù Mastrogiovanni, giornalista salentina,  direttrice de Il Tacco d'Italia che ha ricevuto diverse minacce.       

''La testimonianza di Marilù Mastrogiovanni non è stata una scelta  casuale, perché si vuole rimarcare una direzione di marcia che ci  siamo dati'', ha aggiunto Lorusso. ''Ci sono tanti colleghi e  colleghe, senza differenze tra nord e sud d'Italia, che sono  continuamente sottoposti a minacce di vario tipo. Minacce fisiche come quelle che sta subendo la collega, ma ci sono altre forme di minaccia  molto più subdole: mi riferisco al fenomeno, tutto italiano, delle  cosiddette querele temerarie. Introdurre questo principio nel nostro  ordinamento sarebbe un elemento di civiltà, oltre che una forma di  deterrenza per chi pensa di indebolire il diritto di cronaca e  intimidire il giornalisti''. 

- Anche per questo, la Fnsi per la prima volta nella sua  storia, ha deciso di costituirsi in tutti i processi nei quali sono  imputate persone che hanno minacciato dei colleghi.

Secondo il  presidente della Fnsi, Beppe Giulietti, anche lui intervenuto a Bari,  le querele temerarie ai giornalisti ''vengono scagliate da gruppi  molto forti per impedire le inchieste con richieste milionarie. La  gran parte, il 90%, non arriva neanche al dibattimento. La norma - ha  proseguito Giulietti - faccia sapere al querelante 'temerario', cosa  diversa dalla tutela della propria immagine, che dovrà lasciare il 50% della sua folle richiesta (in caso di soccombenza ndr). Vanno colpiti  nella tasca e nel portafoglio perché minacciano il diritto dei  cittadini a essere informati sul malaffare e sulla corruzione. Il  governo la smetta di annunciare nuovi provvedimenti contro il diritto  di cronaca o restrizioni sulla pubblicazione ma intervenga contro le  querele bavaglio quanto prima visto che si sta riformando il codice  penale. Una decisione del genere farebbe risalire il nostro Paese  posizioni nella triste classifica mondiale sulla libertà di stampa che ci vede al 77esimo posto''.       

Non solo. I giornalisti, ha proseguito Giulietti, pagano ''l'assenza  di una legge sui conflitti di interesse, l'assenza di una legge che  consenta alla governance del servizio pubblico radiotelevisivo di  essere sganciata dal potere dei governi. Occuparsi di questi temi,  occuparsi delle periferie della professione, illuminare le periferie  distanti come le vicende che colpiscono i colleghi della Turchia -  aggiunge Giulietti - significa restituire a questa professione la sua  credibilità e qualità: la qualità della democrazia è direttamente  proporzionale alla qualità dell'informazione. Senza l'informazione di  qualità, la democrazia lentamente muore''.       

"Le minacce da parte di pubblici amministratori sono sempre più  frequenti in Puglia - ha rilevato il presidente dell'Assostampa Puglia Bepi Martellotta - e sono il segno di un imbarbarimento nei rapporti  tra chi governa le nostre città e chi ha il diritto-dovere, sancito  dalla Costituzione, di raccontare ciò che accade nei nostri territori. Saremo sempre al fianco di Marilù e di tutti i colleghi  quotidianamente minacciati dai 'poteri forti', anche quando non  collusi con la criminalità organizzata, perché i cittadini pugliesi  siano informati sempre e comunque di ciò che accade nella loro  realtà".