"La domanda deve essere: cosa è necessario e desiderabile per il Servizio Pubblico? Ritengo che i contenuti di  cui stiamo parlando fossero lontani anni luce dall'essere desiderabili o necessari e che uscissero anche dal perimetro dell'accettabile. E  dunque si è deciso di interromperne la programmazione". In una lettera al 'Messaggero', il direttore generale della Rai, Antonio Campo  Dall'Orto, torna così a parlare della chiusura di 'Parliamone sabato'.       

"Il nostro sforzo quotidiano - sottolinea il dg - è finalizzato a far  sì che la volgarità sia ogni giorno meno presente nella Rai, al  contrario della leggerezza, che è ben accolta". Ma - aggiunge - "i  contenuti di quel programma non erano leggeri, ma grevi; l'ironia non  era contemplata, al contrario, vi era una artefatta serieta'  proiettata su una visione inaccettabile della donna".       

Quanto al clamore suscitato dalla vicenda, il dg prosegue: "Il  moltiplicarsi delle opinioni e la decisione percepita come improvvisa  hanno fatto sì che diventasse un caso. E' stato sì un incidente di  percorso, ma un incidente lungo un cammino già tracciato e su cui  stavamo lavorando da tempo: l'evoluzione dei programmi quotidiani di  Rai1". "Il punto è costruire una Rai sempre più vicina alla sua  mission e ai suoi cittadini, che non rincorra gli ascolti come  legittimamente fanno gli operatori commerciali e che sia sempre più  plurale, universale e contemporanea. Quella mezz'ora di brutta  televisione non rispondeva a nessuno di questi obiettivi", conclude  Campo Dall'Orto.