E' ipocrita chiedere alla Rai di far  quadrare il bilancio e contemporaneamente bloccare l'accesso ai  contenuti premio che le permettono di competere".

La pensa così il  consigliere Rai Carlo Freccero che, durante l'audizione in commissione di Vigilanza Ra, si è soffermato sulla questione del tetto ai compensi artistici provando a dare una definizione di prestazione artistica:  "potrebbe far pensare a una specifica artisticità del prodotto legato  pertanto alla funzione di servizio pubblico della Rai e alla  meritocrazia, ma di fatto cosa renderebbe più o meno artistica la  prestazione?".      

Alla base il punto è un altro e cioè che con la Rai, osserva Freccero, esiste "un'ambiguità di fondo. E nasce continuamente dall'esigenza di  mediare due funzioni insieme complementari e antitetiche: un servizio  pubblico con finalità pedagogiche ed un'azienda da valorizzare sul  mercato tramite il fatturato pubblicitario. Ed è a questa seconda  versione che si fa riferimento quando si chiede di poter sforare il  tetto nel caso di prestazioni artistiche L'Avvocatura dello Stato  parla di servizio pubblico svolto in forma imprenditoriale". 

- "Oggi l'audiovisivo - argomenta Freccero - è una  industria vera e propria i cui prodotti immateriali devono poter  competere sul mercato. Non tutta la programmazione, però, può  competere sul mercato. Ci sono, infatti, contenuti meno apprezzati dal pubblico che sono trainati dai contenuti cosiddetti 'premio' (il  calcio, il cinema, fiction d'autore, le star) che trainano i contenuti pedagogici i quali, altrimenti, non usufruirebbero di pubblico  generalista ma solo di un pubblico di nicchia".   

     "Ma mi chiedo, se il meccanismo di mercato è accettato per il calcio e per il cinema, perché non dovrebbero esserlo nell'ambito televisivo?  Tele Milano diventa Canale 5 con l'arrivo di Mike. Discovery Channel  diventa generalista con l'arrivo di Crozza", dice citando due esempi.  Di qui la sua convinzione: "Le prestazioni super pagate sono una  risorsa non sono uno spreco. E l'efficacia viene valutata di volta in  volta dal rapporto costo-beneficio". 

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