di Veronica Marino- "La cosa che più mi è  dispiaciuta negli attacchi che ho ricevuto è il fatto che mi siano  stati attribuiti giudizi che non ho mai pronunciato, anche molto  sgradevoli. Sono stato addirittura definito anti-gay. Una cosa che non sta né in cielo né in terra, semmai il contrario". Lo ha detto il  presidente della Rai Marcello Foa, intercettato in Viale Mazzini,  mentre era in partenza per Sanremo. "Mi ha indignato - ha aggiunto -  il fatto che c'è stato un tentativo di caratterizzarmi come una  persona estremista, squilibrata, inaffidabile, il che non rispecchia  la mia identità, il mio percorso. Questo mi è dispiaciuto ma io guardo al futuro. Nella vita non si può vivere col rancore per i torti  subiti. Io penso che ricoprire il ruolo attuale sia un privilegio che  interpreto in modo molto serio e responsabile. Guardo in avanti non  serbo rancore".   

"Io lo stimo da tanti  anni, è un genio della televisione, si sa. E' uno che spariglia, non è imitabile, come Montanelli nel giornalismo. Ci sono delle figure che  sono al di sopra delle categorizzazioni. Lui poi ha il merito di aver  capito per tempo la nuova realtà dei media. E' stato uno dei primi a  dire 'c'è un mondo al di là dello schermo che siamo soliti guardare' e di cui dobbiamo, con apertura di spirito, tenere conto. In questo  senso è molto moderno". Lo ha detto il presidente della  Rai, Marcello Foa, intercettato in Viale Mazzini mentre era in  partenza per Sanremo.     

 

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