L'operazione Fincantieri-Stx "è nata sotto due governi deboli, quello di Renzi e non c'è neppure bisogno di  spiegare perché, e quello di Hollande, giunto a fine corsa. Poi i  rapporti di forza sono cambiati e hanno determinato la crisi che c'è  adesso. È già successo in passato: se hai un governo debole non puoi  pensare di vincere". Lo dice l'ex ministro dell'Economia Giulio  Tremonti, intervistato dal 'Corriere della sera'.       

Tremonti rileva, a proposito delle motivazioni francesi sul carattere  strategico del settore, che "in Europa il limite alle acquisizioni  dall'estero di aziende strategiche, a tutela dell'interesse nazionale  e sociale, dovrebbe essere esercitato verso i Paesi extraeuropei, come la Cina, non contro altri Paesi Ue. Ciò che sta avvenendo è  assolutamente non europeo. Ma ripeto, non è la prima volta da parte  della Francia".       

"Arrivando a oggi e avendo l'Europa una configurazione più economica  che politica -conclude- la divisione del potere è in atto con  l''assegnazione' di quello che in gergo diplomatico si definisce un  'cortile di casa'. Alla Germania nell'area dell'Est e qualcosa in  Spagna, alla Francia l'area italiana".    

Sulla vicenda Fincantieri c'è "la stessa  logica di quando il Governo italiano rifiutò la fusione di Alitalia  con Airfrance". A scandirlo è stato l'economista francese Jean Paul  Fitoussi parlando al Giornale Radio Rai con Massimo Giacomini. "La  decisione -ha detto Fitoussi- è stata presa forse per il fatto che la  popolarità del presidente Macron stava diminuendo troppo velocemente e che c'era bisogno di fare un gesto per dimostrare che ci si stava  preoccupando dei lavoratori francesi".       

"Il problema - ha aggiunto l'economista- è che questo cantiere navale  francese se non viene aiutato, o da Fincantieri o dallo Stato,  fallisce. Non c'è una logica. O meglio: c'è la stessa logica che c'era quando il governo italiano ha rifiutato la fusione tra Alitalia e  Airfrance. E sappiamo che cosa è accaduto dopo, lo vediamo oggi".       

"A questo punto - ha concluso Fitoussi- è auspicabile che ci sia una  politica industriale europea per fare delle grandi imprese europee".