Il Fondo Monetario Internazionale 'delude' il governo Gentiloni su deficit e debito/Pil per il 2017, anche se con stime leggermente migliori per gli anni successivi. Nel Fiscal Monitor diffuso ieri, infatti, il Fondo ha previsto per quest'anno un deficit  pari al 2,2% del Pil, ovvero un valore di 0,1 punti superiore al  target fissato dal governo. L'Fmi stima tuttavia dal prossimo anno un  andamento più positivo per i nostri conti pubblici con un disavanzo  2018 all'1,3% (1,6% la stima del governo) e nel 2019 allo 0,3% (contro una previsione dello 0,9%). L'Fmi, quindi, prevede un pareggio a  partire dal 2020 laddove il governo nella Nota di aggiornamento del  Def ha stimato ancora un leggero deficit pari allo 0,2%.       

La divergenza fra i conti del Fondo e quelli del governo italiano  continua anche per quanto riguarda il saldo primario: da Washington si prevede per il 2017 un avanzo pari all'1,5% del Pil contro una stima  di Roma dell'1,7%. Quanto al 2018 il Fondo fissa l'avanzo primario al  2,3% (governo 2,0%) mentre per il 2019 si ipotizza un +3,3%, traguardo che da Roma si ipotizza per il 2020. Il Fondo infine stima per il  triennio 2020-2022 un saldo primario pari rispettivamente al 3,6, 3,7, e 3,7% del Pil.       

Altro punto di 'distacco' fra le stime - Il 2017 non vedrà il leggero  calo del rapporto debito-Pil stimato dal governo italiano nella Nota  di aggiornamento del Def ma anzi quest'anno si toccherà il picco con  un valore del 133%. Con questo dato si 'smentisce' il calo di 0,4  punti previsto da Roma (dal 132% del Pil nel 2016 al 131,6%  quest'anno). Il Fondo appare meno ottimista anche per gli anni  successivi con una stima di debito/Pil al 131,4% nel 2018 (governo  130%),al 128,8% l'anno successivo (governo 127,1%) e al 125,8% nel  2020 (governo 123,9%).    

Ieri il Fondo è anche tornato sulla situazione delle  banche italiane osservando, per bocca di Peter Dattels, vicedirettore  del dipartimento Monetario e dei mercati dei capitali, che potrebbero  vendere "quest'anno 65 miliardi di euro di non performing loan". La  stima di Dattels si basa su vendite per circa 18 miliardi da  Unicredit, 26 miliardi da Mps dopo la sua ricapitalizzazione e altri  da istituti minori.      

  In totale nell'Eurozona - ha aggiunto - la stima dell'Fmi è di 988  miliardi di euro di Npl, un livello "ancora elevato" anche se gli  "ultimi sviluppi sono incoraggianti" e la stima del Fondo è di "un  calo a circa 900 miliardi entro la fine dell'anno".     

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