- La crescita dell'Italia "dovrebbe  rallentare ulteriormente e il rischio di recessione è aumentato" con  "significativi rischi al ribasso". Lo scrive il Fondo Monetario  Internazionale nel rapporto annuale dell'FMI sul nostro paese in cui  si elencano le minacce che gravano sulle prospettive economiche, dal  rallentamento dell'Eurozona alle tensioni sul commercio, dalla fine  dello stimolo della Bce all'aumento dello spread. Per il fondo, le  misure decise con la Legge di Bilancio 2019 potrebbero  "temporaneamente stimolare la crescita" purché gli interventi vengano  "indirizzati su attività ad alto potenziale, come l'erogazione di  prestazioni sociali alle famiglie con problemi di liquidità e la  rapida esecuzione di progetti di investimento pubblico di qualità".       

"Tuttavia - ammonisce l'FMI - il forte aumento degli spread sovrani  potrebbe limitare gli eventuali benefici" a breve termine e "se  dovesse persistere, rischierebbe di indebolire ulteriormente la  crescita a medio termine". La possibilità di "materializzazione dei  rischi" - sottolinea il Fondo - "dipende in gran parte dalle scelte  politiche" del governo italiano. Ma è importante "anche la percezione  delle possibili azioni da parte dei suoi partner europei e della BCE  sulle esigenze di finanziamento delle banche, sebbene queste non  riguardino il fabbisogno" di finanziare il debito pubblico. Secondo il Fondo da aprile scorso il sistema finanziario italiano "ha acquistato  titoli governativi per 45 miliardi di euro, rafforzando il legame fra  banche e debito sovrano".      

  L'allarme arriva dal rapporto annuale del Fondo Monetario  Internazionale sul nostro paese in cui si sottolinea come "l'aumento  dello spread ha influito negativamente sui coefficienti di solvibilità delle banche e delle compagnie di assicurazione". L'Fmi segnala  inoltre come "i costi di finanziamento delle banche sono aumentati  notevolmente e l'accesso ai mercati obbligazionari è stato limitato".  E se questa situazione dovesse continuare - spiegano i tecnici di  Washington - "le banche sarebbero probabilmente costrette a ridurre la leva finanziaria".

- Le critiche del Fmi?  "Hanno affamato i popoli per decenni, ora ripristiniamo un po' di  giustizia sociale. Non hanno la credibilità per criticare il reddito  di cittadinanza". Lo dice il vicepremier e ministro  Luigi Di Maio, rispondendo a muso duro alla 'bacchettata' del Fondo  monetario internazionale, che ha sferzato l'Italia nel suo consueto  report sul Paese criticando anche l'introduzione del reddito di  cittadinanza fortemente voluto dal M5S. 

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