In media d'anno, nel 2016 i prezzi al  consumo registrano una variazione negativa (-0,1%): è dal 1959 (quando la flessione fu pari a -0,4%) che non accadeva.       

L'''inflazione di fondo'', calcolata al netto degli alimentari freschi e dei prodotti energetici, rimane invece in territorio positivo  (+0,5%),pur rallentando la crescita da +0,7% del 2015. E' quanto  rileva l'Istat comunicando i dati definitivi dei prezzi al consumo nel mese di dicembre.     

"L'Istat conferma il dato sulla deflazione nel 2016, con i listini che in media durante lo scorso anno sono  calati del -0,1%. Tuttavia, i prezzi al dettaglio sono già in forte  risalita nel 2017, e non certo per una ripresa dell'economia o per  l'incremento dei consumi da parte delle famiglie". E' quanto sostiene  il Codacons in una nota.       

"Il 2017 si è aperto con una raffica di rincari che hanno colpito  tutti i settori. Si è passati così - continua l'associazione - dalla  deflazione del 2016 a forti incrementi dei prezzi al dettaglio, spinti non solo dal caro-carburante ma anche dal maltempo e dalle  speculazioni legate a freddo e neve. Già a dicembre 2016 l'Istat ha  registrato un balzo dell'inflazione dello 0,5% su base annua, trend  che sta proseguendo nelle prime settimane di gennaio".      

  "Il 2017 - ribadisce ancora il Codacons - si è aperto all'insegna  degli aumenti per le famiglie italiane. Si va dalle bollette luce e  gas ai pedaggi autostradali, ma a pesare sui prezzi saranno  soprattutto gli incrementi dei carburanti, con i listini alla pompa  del diesel che sfiorano il +12% rispetto lo scorso anno con effetti a  cascata in tutti i settori, e i forti rincari di frutta e verdura a  spingere in alto l'inflazione nelle prossime settimane", conclude il  Codacons.   

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