Bankitalia e Consob "siano escluse dalle parti civili" del processo che inizia oggi a Milano a carico dell'ex  presidente di Mps Giuseppe Mussari e di altre 12 persone per una serie di operazioni realizzate dall'istituto senese per coprire le perdite  provocate dall'acquisto di Antonveneta. E' quanto chiedono alcuni  degli avvocati difesori dei risparmiatori poco prima che nell'aula  della seconda sezione penale inizi il procedimento.       

Paolo Emilio Falaschi, avvocato di Siena, che rappresenta un'ottantina di risparmiatori, non usa mezzi termini: "Oggi -annuncia- chiederò al  Tribunale l'esclusione dalle parti civili di Bankitalia e Consob  perchè, quando autorizzarono l'acquisto di Antonveneta da parte di  Mps, sapevano che il prezzo non sarebbe stato di 9 miliardi ma che  sarebbe lievitato per la restituzione agli olandesi di Antonveneta di  un prezzo iniziale di 7,5 miliardi lievitato poi a 17 mld".        Per il legale è da attribuire a "loro il peccato originale del  disastro di Mps. E non lo dico io ma una relazione della Guardia di  Finanza". Dura anche la posizione dell'avvocato Sergio Calvetti, che  rappresenta circa 450 risparmiatori che chiederà ai giudici la  citazione di responsabili civili a carico di Deutsche Bank, Nomura e  della stessa Mps.   

A giudizio davanti ai giudici di Milano figurano anche  l'ex direttore generale di Mps Antonio Vigni, Daniele Pirondini ex  direttore finanziario, Gian Luca Baldassarri ex responsabile dell'area Finanza e Marco Di Santo, all'epoca dei fatti responsabile Alm (Asset  lliabilities management e capital management) all'interno dell'area  Tesoreria e Capital management, della banca senese.       

A processo anche sei tra manager ed ex manager di Deutsche Bank e due  di Nomura. Oltre le persone fisiche, infatti, il processo coinvolge  anche le società Deutsche Bank Ag London Branch, Deutsche Bank Ad e  Nomura International Plc, indagate per la legge 231 sulla  responsabilità amministrativa degli enti.       

Al centro dell'inchiesta, trasmessa da Siena a Milano per competenza  territoriale, ci sono presunte irregolarità in alcune operazioni come  i derivati Alexandria, Santorini, il Fresh 2008 e le operazioni  immobiliari denominate Chianti Classico. I reati ipotizzati nei  confronti degli indagati sono, a vario titolo, manipolazione del  mercato, falso in bilancio, falso in prospetto e ostacolo all'autorità di vigilanza.     

Banca Mps è invece uscita dal procedimento milanese  nell'ottobre scorso attraverso il patteggiamento della pena. Per  ottenerlo, l'istituto di credito senese ha pagato una sanzione  pecuniaria da 600 mila euro e si è vista confiscare 10 milioni di  euro, somma che secondo l'accusa corrisponde al "profitto del reato"  commesso dai suoi ex manager.    

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