22 OTT. - Il Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, ?ha messo a nudo la scarsa incisività delle misure in bozza?. Secondo il Consiglio, infatti, anche nel Ddl di legge di stabilità 2015 ?si susseguono gli interventi che riguardano imprese, studi professionali e lavoratori ma la sensazione è che ci siano mere operazioni di lifting?. ?Manca cioè l'intervento decisivo e drastico per dare sprint alla nostra economia, rilanciando definitivamente la produzione e quindi l'occupazione?. Ma la Presidente del Comitato Unitario delle Professioni, Marina Calderone, esprime il proprio parere anche per quanto riguarda il regime dei minimi ridisegnato dal Ddl. Al posto di una soglia di reddito di 30mila euro per tutti, si prevedono soglie differenziate dai 15mila euro, come per i professionisti, ai 40mila euro annui in base all?attività svolta. Per i professionisti, secondo la presidente Calderone, si tratta di una soglia troppo bassa, perché equivale ad appena 1.250 euro al mese. Altro punto critico, poi, è rappresentato dal coefficiente di redditività, il 78%, che definisce l'imponibile su cui calcolare l'imposta, ?troppo elevato", commenta la presidente, ?chi ha ricavi poco superiori a 15mila euro - spiega - ha necessità di spesa certamente superiori rispetto alla forfettizzazione che si propone, basti pensare ai costi legati alle esigenze di trasporto o all'affitto della sede dello studio?.

CONDIVIDI