Un'inchiesta del Consiglio nazionale degli architetti e del Cresme rileva che il ritardo dei pagamenti della P.a nei confronti degli architetti appare decisamente critico, soprattutto tra le province del Sud della nostra Penisola. Gli architetti che vantano crediti per le loro prestazioni nei confronti della P.a, infatti, devono attendere oltre 217 giorni, più di sette mesi per ottenere di essere pagati dalla pubblica amministrazione: a tanto arrivano i tempi di attesa per. E i tempi di attesa vanno peggiorando: oltre 217 giorni nel 2013 ma erano 129 nel 2010, e 90 giorni nel 2006, prima della crisi economica. Per essere pagati dalle imprese gli architetti devono pazientare invece in media 172 giorni nel 2013, erano 114 giorni del 2011. Più solerti le famiglie e i privati in genere: da 70 a 98 giorni, per gli altri professionisti da 67 a 84. Inoltre, la percentuale di architetti che dichiara di avere attualmente debiti con banche, società finanziarie, oppure fornitori è il 57%, con una quota più elevata tra le province del Settentrione (60%). E, negli ultimi due anni, si legge, la situazione è andata significativamente peggiorando. In questo contesto di forte difficoltà, la metà dei professionisti appartenenti a questa categoria sta prendendo in seria considerazione la possibilità di avviare, o incrementare, la propria attività all'estero. Tuttavia, oggi, oltre il 25% degli architetti continua a non andare oltre l'ambito territoriale comunale per l'esercizio della professione, il 35% si ferma ai confini della provincia, il 18% è attivo in ambito regionale e solamente il 12% si espande, lavorando, però, non oltre il livello interregionale.