"O si è cristiani oppure si sta con  Salvini". La Lega insorge contro don Alberto Vigorelli, sacerdote  della parrocchia di Santo Stefano di Mariano comense, in provincia di  Como, che domenica scorsa ha pronunciato queste parole durante  un'omelia, confermate poi rispondendo a varie emittenti locali.  "Stavolta non lasciamo perdere", tuona il leader leghista, che prende  carta e penna e scrive ai cardinali Angelo Scola e Beniamino Stella,  rispettivamente arcivescovo di Milano e prefetto della congregazione  per il Clero. Il responsabile organizzativo del Carroccio, Roberto  Calderoli, va oltre e decide di rivolgersi a Papa Francesco.       

"Incredibile -attacca Salvini in un post su Facebook- Ma come si  permette questo sacerdote di dare patenti di cristianità, insultando  non solo me ma milioni di italiani? Episodio vergognoso, stavolta non  lasciamo perdere". Quindi la decisione di rivolgersi ai due alti  prelati, chiedendo che "sia posto un argine alle intemperanze di don  Vigorelli, sia attraverso una pubblica e chiara presa di distanze, sia allontanandolo dall'incarico di coadiutore parrocchiale a Mariano  comense, del quale ha così malamente abusato".       

Salvini definisce le affermazioni di don Vigorelli "inaccettabili e  intollerabili, causa di grande amarezza perché si è presa occasione  della sacra funzione e della presenza in chiesa, quali fedeli, dei più piccoli e indifesi, totalmente digiuni di politica e di questioni  migratorie, data la loro età, per un'intemerata dal carattere  chiaramente di parte, col chiaro intento di plagiarli".

"O si è cristiani oppure si sta con  Salvini". La Lega insorge contro don Alberto Vigorelli, sacerdote  della parrocchia di Santo Stefano di Mariano comense, in provincia di  Como, che domenica scorsa ha pronunciato queste parole durante  un'omelia, confermate poi rispondendo a varie emittenti locali.  "Stavolta non lasciamo perdere", tuona il leader leghista, che prende  carta e penna e scrive ai cardinali Angelo Scola e Beniamino Stella,  rispettivamente arcivescovo di Milano e prefetto della congregazione  per il Clero. Il responsabile organizzativo del Carroccio, Roberto  Calderoli, va oltre e decide di rivolgersi a Papa Francesco.       

"Incredibile -attacca Salvini in un post su Facebook- Ma come si  permette questo sacerdote di dare patenti di cristianità, insultando  non solo me ma milioni di italiani? Episodio vergognoso, stavolta non  lasciamo perdere". Quindi la decisione di rivolgersi ai due alti  prelati, chiedendo che "sia posto un argine alle intemperanze di don  Vigorelli, sia attraverso una pubblica e chiara presa di distanze, sia allontanandolo dall'incarico di coadiutore parrocchiale a Mariano  comense, del quale ha così malamente abusato".       

Salvini definisce le affermazioni di don Vigorelli "inaccettabili e  intollerabili, causa di grande amarezza perché si è presa occasione  della sacra funzione e della presenza in chiesa, quali fedeli, dei più piccoli e indifesi, totalmente digiuni di politica e di questioni  migratorie, data la loro età, per un'intemerata dal carattere  chiaramente di parte, col chiaro intento di plagiarli".

Calderoli va oltre e decide di rivolgersi direttamente  al Sommo pontefice: "Questo pomeriggio -annuncia- ho inviato una  lettera ufficiale al Santo Padre, Papa Francesco, per sottoporre alla  sua attenzione il caso creato dalle parole di don Vigorelli".       

"Nella mia lettera ho invitato il Santo Padre a interessarsi  personalmente della vicenda, valutando l'opportunità di rimuovere  questo sacerdote dopo queste sue gravissime affermazioni, per cui non  possono bastare solo delle scuse formali. Sono certo che il Santo  Padre terrà in debita considerazione questa mia richiesta e trarrà le  dovute conclusioni".       

"Il prete di Mariano comense -ricorda infine il deputato leghista  Nicola Molteni, eletto nel circoscrizione elettorale comprendente il  comune in questione- già nel 1997 si dichiarava orgogliosamente un  'compagno', niente di male. Noi siamo orgogliosamente leghisti però  pretendiamo rispetto soprattutto da chi indossa l'abito talare. Per  fortuna non tutti i don sono così ma la misura è colma: la scomunica  di don Vigorelli ai leghisti è inaccettabile. Come può la diocesi  tollerare tutto questo razzismo e questa incitazione all'odio?".   

 

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