''Un investitore straniero che punta  all'Italia guarda ai fondamentali e investe nonostante il quadro  politico non sia dei migliori. La situazione non è mutata, è la stessa di un anno fa. L'appeal del nostro tessuto economico e industriale  continua a far gola ai capitali esteri''. È quanto dichiara in  un'intervista a Formiche.net il Alessandro Mitrovich, già numero uno  di Chase Manhattan Bank e Royal Bank of Scotland e oggi alla guida  della Phinance Partners, società di consulenza finanziaria con clienti corporate e istituzionali nella finanza immobiliare, in quella  strutturata e nel corporate finance. Molto conosciuto negli ambienti  della City a Londra nell'intervista sfata il mito ''della fuga di  capitali''. ''Un allarmismo - dice - che non aiuta e soprattutto non  corrisponde al vero''.       

''Non è che tutto sia positivo - spiega Mitrovich - ad esempio gli  investimenti industriali sono molto legati alle normative sul lavoro,  che con l'abolizione del Jobs Act e il varo del decreto dignità, si  sono un po' deteriorate, creando negli investitori esteri un certo  disagio.       

''Noi cerchiamo di spostare l'attenzione sul business delle società  che vogliono acquisire - argomenta il banchiere - alla fine chi  investe è molto più focalizzato sul core dell'azienda che vuole  comprare o di cui vuole diventare partner. Il quadro politico  economico è importante, ma fino ad un certo punto''. ''Questo governo  non appare, al di là delle parole, pro industria o pro investimenti -  conclude Mitrovich - ma nonostante tutto non c'è alcuna fuga o  ripensamento riguardo alle opportunità di investire in Italia. La  situazione non è variata rispetto a sei mesi o ad un anno fa. Certo se ci fosse una maggiore coesione e univocità d'intenti nel governo  sarebbe utile per tutti, ma forse è chiedere tropo…''. 

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