"In molti paesi occidentali la gente  ritiene di non essere più padrona a casa sua e io penso sia un  sentimento legittimo". E' quanto dice il presidente della Rai Marcello Foa in una intervista al quotidiano Haaretz. "Ci sono - aggiunge molte organizzazioni internazionali che hanno enormi poteri e nessuno sa  nulla di loro, per questo quello che chiamiamo sovranismo è un  meccanismo di auto difesa".       

Secondo Foa, scrive Haaretz, sovranismo significa maggiori controlli  sui confini per fermare il flusso dei migranti e meno restrizioni  sulle politiche economiche e di bilancio, ma anche che la sovranità va restituita al popolo e levata ad istituzioni internazionali, fra cui  la Ue.        Sovranismo, argomenta Foa, non significa nazionalismo. "I nazionalisti - spiega - ritengono che il loro paese sia superiore ed abbia un  qualche primato morale, economico e culturale sugli altri paesi". "Io  respingo il nazionalismo, è pericoloso, appartiene ad un'altra era e  ha solo causato danni", continua Foa, secondo il quale il sovranismo  vuole tornare a nazioni stato che possono avere fra loro relazioni di  commercio e dialogo senza interferenze di meccanismi internazionali.  Foa si distanzia anche da gruppi razzisti e neo nazisti che hanno  espresso sostegno ai populisti. "Se questi gruppi esprimono sostegno  per l'attuale governo italiano lo fanno di loro iniziativa", dichiara. "Non approvo questi estremisti, non ho simpatia per questi movimenti", sottolinea. 

- Un "numero enorme" di eurodeputati,  fra cui "l'intera delegazione" del Pd ha ricevuto finanziamenti dal  miliardario George Soros". E' quanto ha detto il presidente della Rai, Marcello Foa, citando un rapporto  in un'intervista al  quotidiano israeliano Haaretz.      

  Il giornale aggiunge di non poter confermare l'esistenza di questo  rapporto. E cita il portavoce del Pd Roberto Cuillo, che nega questa  affermazione. Secondo Cuillo, Foa si riferiva probabilmente a simili  accuse basate su un rapporto di una società di consulting che aveva  stilato una lista di eurodeputati le cui posizioni erano ritenute  vicine a Soros. Accuse che l'anno scorso erano circolate sui media  populisti ed euroscettici.       

Secondo Foa gli attacchi contro Soros, preso di mira sia dal  presidente americano Donald Trump che dal primo ministro ungherese  Viktor Orban, non possono essere considerati antisemiti perché si  basano sulle sue azioni. "Se fosse attaccato in quanto ebreo sarebbe  antisemitismo, ma non è quello che accade e ritengo sia offensivo  usare l'antisemitismo come alibi per soffocare questo dibattito", ha  affermato Foa.    

  

 

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