A Sandro Pertini "il popolo italiano deve davvero molto e tuttora costituisce un esempio di dedizione, di generosità, di coraggio per le giovani generazioni". Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Savona, in occasione delle celebrazioni del 120° anniversario della nascita di Sandro Pertini.

Mattarella ha ricordato che Pertini "ha svolto il suo servizio alle istituzioni in uno dei passaggi più travagliati e difficili della nostra storia, e che, proprio grazie alla sua personale credibilità e coerenza, ha contribuito, in misura importante, alla tenuta democratica e alla coesione del nostro Paese".      

"Pertini -ha aggiunto- trasse proprio dalla sua intensa esperienza politica le energie che gli consentirono di trasmettere il valore dell'unità del popolo italiano, e il suo legame sempre più stretto, più indissolubile con i principi democratici, nella stagione più drammatica e sanguinosa dell'attacco terroristico. T

Tutti oggi riconoscono che Pertini fu allora un argine. Che la sua storia di esule, di operaio, di combattente antifascista, di capo partigiano, di dirigente socialista, di irriducibile difensore della Costituzione e dei traguardi di libertà raggiunti, gli consentì di opporsi con efficacia alla propaganda delirante e alla strategia di morte dei gruppi terroristi. Pronunciato da lui, aveva forza autentica e credibile il messaggio: 'La Repubblica va difesa, costi quel costi'".      

"Fece scudo alla democrazia -ha sottolineato il Capo dello Stato- con la sua inesauribile passione. Contribuì a mobilitare le coscienze e le istituzioni. Difese ancora una volta la libertà, come aveva fatto da capo partigiano. Agli operai dell'Italsider di Savona disse con la schiettezza che un compagno di lavoro può permettersi: 'Se non volete scavarvi la fossa, se non volete che il vostro domani sia un domani di servitù e di abiezione, noi dobbiamo difendere questa Repubblica perché non ci è stata donata su un piatto d'argento ma è costata vent'anni di lotte contro il fascismo e due anni di guerra di Liberazione'".

"Ma la sua -ha ricordato Mattarella- non fu soltanto un'azione difensiva. Cercò di gettare ancora una volta un ponte verso nuovi, ulteriori spazi di impegno sociale.

Ai giovani, ai quali aveva aperto le porte del Quirinale e che amava incontrare ogni giorno, fermandosi a dialogare con loro e a rispondere alle loro domande, si rivolse così: 'Ascoltatemi, vi prego. Non armate la vostra mano. Non ricorrete alla violenza perché la violenza fa prevalere la bestia sull'uomo. Armate invece il vostro animo di una fede vigorosa: sceglietela voi liberamente purché la vostra scelta presupponga il principio di libertà. Se non lo presuppone voi dovreste respingerla, perché sareste dei servitori in ginocchio, mentre io vi esorto ad essere sempre degli uomini in piedi'".      

"In quel clima di feroce scontro tra fazioni giovanili -ha affermato il Presidente Mattarella- Pertini compì un gesto umano e politico di grande impatto. Il partigiano-presidente non esitò, infatti, a recarsi in visita in ospedale a un giovane militante della destra romana, Paolo Di Nella, colpito gravemente alla testa mentre affiggeva manifesti. Purtroppo quel giovane morì a seguito delle ferite: e l'abbraccio del presidente lasciò un segno profondo".

"L'immagine del Presidente -ha detto, inoltre, Mattarella- che baciava la bandiera tricolore, e che tornava a usare la parola 'Patria' con il significato che ad essa davano i combattenti per la libertà e la democrazia, è diventata un'icona popolare. Anche questa rivalutazione dei simboli nazionali, non come presidi di un'Italia separata, ma come elementi di identità di un Paese consapevole del proprio destino europeo, costituiscono un altro grande merito della presidenza Pertini".

"Una qualità -ha evidenziato Mattarella- che lo pone in diretto collegamento con un altro Presidente, Carlo Azeglio Ciampi, che alla riscoperta dei simboli nazionali e al valore dell'Italia in Europa, ha dedicato gran parte del proprio impegno pubblico. Ricordare anche lui oggi, accanto a Sandro Pertini, rappresenta un giusto tributo di riconoscenza".

"Il Presidente Pertini -ha continuato- si è servito del suo ruolo di Presidente della Repubblica anche per svolgere una funzione educativa, maieutica. E' sempre stata parte della sua idea nobile della politica. Le istituzioni servono anche a questo: a trasmettere nel tempo i valori, le testimonianze, le conquiste delle generazioni che ci hanno lasciato il mondo in eredità. Anche per questo ci sentiamo oggi di dire, ancora una volta, grazie al Presidente Pertini", ha concluso Mattarella.

 

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