''Dentro l'Unione europea guerre non ce  ne sono state, ma ci sono delle divisioni da superare per impedire  che, a livello economico, Cina e Stati Uniti ci facciano il mazzo''.  Lo sostiene Romano Prodi intervenuto, insieme al giornalista Gad  Lerner, all'incontro 'La verità, vi prego, sull'Europa', organizzato a Milano dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli.       

"È come nel rinascimento - dice Prodi- quando la prima  globalizzazione, dovuta alla scoperta dell'America, ha spazzato via  gli Stati italiani che dominavano in tutto. Le nuove caravelle sono le società americane e cinesi come Google, Apple e Amazon che fanno  profitti pazzeschi in Europa''. Un'Europa che secondo Prodi non ha  cambiato pelle perché ''loro erano già via. Quando andavo a Bruxelles  l'orchestra la dirigevano i burocrati inglesi. Avevano sempre idee  alternative''.

La Brexit ha però senz'altro aumentato il ''potere  politico franco tedesco'', non messo in discussione, secondo Prodi,  dal recente voto in Germania . ''Non capisco - sostiene -  interpretazioni politiche della Germania: le loro forze antisistema  sono ancora molto meno presenti che in altri Paesi come la Grecia. È  vero però che in tutta Europa c'è una richiesta di autorità. È  l'Unione Europea che deve essere uno strumento riequilibrante''.        

La Germania è ancora il ''motore economico europeo'' grazie al suo  sistema industriale: ''In Germania hanno costruito un sistema  industriale non tedesco, ma tedescocentrico basato anche su industrie  di altri Paesi. È questa la loro forza''. Una forza che manca ancora  alla Francia: '' La Francia è decaduta molto di più di quello che  pensiamo, Macron ha dato nuova vitalità - sottolinea Prodi. ''I  francesi lo seguiranno se renderà l'Europa meno tedescocentrica. Con  la Brexit la Francia è tornata importante in Europa, ma ha bisogno  dell'aiuto di Italia e Spagna per arrivare a una potenza politica  simile a quella della Germania". 

 

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