Donald Trump e Kim Jong-un allo  stesso tavolo. Il 'quando' sta prendendo forma: il meeting, su invito  del leader nordcoreano, andrà in scena entro maggio. Il 'dove',  invece, è ancora un punto interrogativo. Kim, che non lascia mai il  suo paese, volerà a Washington? O Trump sbarcherà a Pyongyang offrendo un potenziale assist mediatico all'interlocutore? Più probabile,  quindi, ipotizzare un confronto in campo neutro.       

"Ci sono altre opzioni: potrebbero incontrarsi in Corea del Sud.  Nessuno ha ancora un programma, c'è tanto lavoro da fare fino a  maggio", osserva Jim Walsh, esperto di studi sui programmi di  sicurezza al Mit. Il tavolo potrebbe essere allestito magari in  Giappone. Oppure negli uffici dell'Onu, magari a Ginevra.        Si può valutare, al limite, la zona demilitarizzata tra le due Coree.  Improbabile, ai limiti dell'impossibile, ipotizzare una riunione a  Mar-a-Lago, nella 'succursale' della Casa Bianca in Florida dove Trump passa i weekend e gioca a golf nel suo resort.       

Sarah Sanders, portavoce della Casa Bianca, finora si è  limitata ad affermare che Trump "accetterà l'invito per incontrare Kim Jong-un in un luogo e in una data da stabilire". Gli analisti, ad ogni latitudine, concordano su un punto: The Donald dovrebbe evitare di  concedere a Kim l'opportunità di trasformare un eventuale incontro a  Pyongyang in un set fotografico da usare a proprio uso e consumo.       

"Il mio consiglio è che il presidente non dovrebbe volare a Pyongyang. E non dovrebbe nemmeno invitare Kim a Washington", è il messaggio di  Christopher Hill, ex ambasciatore americano in Corea del Nord a Msnbc, che non scarterebbe nemmeno l'ipotesi di uno 'ship summit': un  incontro su una nave, come capitò nel 19898 quando George H. W. Bush e Mikhail Gorbachov si riunirono su una nave sovietica ormeggiata a  Malta.       

Hill non scommetterebbe su un appuntamento in Cina: "La Corea del Nord vuole far vedere che è in grado di trattare con gli Stati Uniti senza  una mediazione di Pechino". In generale, non sarà semplice convincere  Kim a salire su un aereo.      

"Non ha mai lasciato il paese da quando ha assunto il  potere. Non riesco ad immaginare" l'incontro "in Corea del Sud, in  Cina o negli Stati Uniti", afferma Frank Aum, esperto dello United  States Institute of Peace di Washington. "Allo stesso tempo -dice come riferisce il Guardian- è difficile che gli Stati Uniti concedano a Kim il privilegio di avere Donald Trump in visita a Pyongyang".       

Ecco perché, sostiemne Aum, la località di Panmunjon -nella zona  demilitarizzata tra le due Coree- potrebbe essere un'opzione  soddisfacente per tutte le parti in causa. E' lì, del resto, che ad  aprile Kim incontrerà il presidente sudcoreano Moon Jae-in in un  fondamentale round preliminare in vista del match destinato a segnare  un'epoca.

CONDIVIDI