Il governatore Gavin Newsom  annuncerà il ritiro di tutte le truppe della sua Guardia Nazionale  dispiegate sul confine nel discorso sullo stato della California che  pronuncerà domani. Secondo quanto anticipato ai media, il democratico  spiegherà di non voler più essere parte della "crisi fabbricata ad  arte" da Donald Trump sul confine. E che invece intende utilizzare i  360 militari per "vere minacce" come la guerra alla droga ed gli  incendi boschivi.       

"L'emergenza sul confine è una crisi fabbricata ad arte - dirà Newsom  - e la California non parteciperà più a questo teatrino politico. Ed è per questo che ho stato un nuova missione alla Guardia Nazionale che  si concentrerà sulle vere minacce al nostro stato".     

La mossa di Newsom arriva dopo che la settimana scorsa,  Michelle Grisham, la nuova governatrice democratica del New Mexico, ha ritirato le truppe della Guardia Nazionale del suo stato, accusando  Trump di "manipolare la paura per fini politici". Lo scorso aprile il  presidente ha ordinato il dispiegamento sul confine di 4mila militari  della Guardia Nazionale di Texas, Arizona, New Mexico. Con il ritiro  delle forze di New Mexico e California, rimarranno solo 1145 del Texas ed i 580 dell'Arizona.       

Lo scorso ottobre, a pochi giorni dalle elezioni di midterm, Trump  inviò anche 5900 militari effettivi sul confine per fronteggiare  quella che definiva, e definisce ancora, "un'invasione" che minaccia  la sicurezza nazionale. Dopo una diminuzione delle truppe, nelle  scorse settimana il Pentagono ha annunciato 3750 militari, portando  quindi ad oltre 4mila il numero dei militari effettivi. Secondo una  stima realizzata nei giorni scorsi dal Washington Post sulla base dei  dati forniti dal Pentagono, entro la fine dell'anno fiscale in corso,  a fine settembre, si potrà arrivare ad un miliardo di dollari di spesa per il dispiegamento.        

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