- La senatrice Elizabeth Warren ha  annunciato la sua candidatura per la nomination democratica per le  presidenziali del 2020. Warren, docente di legge a Harvard, è  probabilmente la figura più nota, tra gli esponenti del suo partito  che hanno annunciato la propria candidatura. Eletta per la prima volta in Senato nel 2012, la Warren si è caratterizzata come rappresentante  dell'ala più radicale del Partito democratico, con le sue proposte di  una patrimoniale per i 75mila americani più ricchi e leggi a difesa  dei consumatori.       

"La gente che lavora duro si è alzata in piedi contro un ristretto  gruppo di persone che detengono troppo potere, non solo nella nostra  economia, ma anche nella nostra democrazia. Siamo qui per dire che ne  abbiamo avuto abbastanza", ha affermato la Warren nell'annunciare la  sua candidatura a Lawrence, in Massachusetts. La senatrice ha definito il presidente Donald Trump il "prodotto di un sistema malato che  premia i ricchi e i potenti e getta polvere addosso a chiunque altro".    

La 69enne Warren è da tempo uno dei bersagli  preferiti di Trump, che le ha affibbiato il nomignolo di "Pocahontas", per essersi in precedenza identificata come nativa americana. Una  vicenda con aspetti controversi, che ha funestato il suo percorso  verso la candidatura e ne ha minato la credibilità.       

Le polemiche sulle origini etniche della Warren si sono intensificate, quando lo scorso ottobre decise di rendere noti i risultati di un test del Dna, dal quale emergeva che la sentarice aveva antenati nativi  americani risalenti a "6-10 generazioni addietro". La Nazione Cherokee stigmatizzò il comportamento della Warren, affermando che le sue  rivendicazioni di appartenenza alla tribù erano false. La senatrice fu costretta a scusarsi.