Fine dei sacrifici, dicono Moscovici e Tsipras, ma poi si tagliano di nuovo le pensioni, il prossimo primo gennaio. E poi si scopre che restano mille paletti dei creditori e che il Fmi ha messo il muso durante le trattative

L’Eurogruppo decide che la Grecia non è più nel programma di prestiti scritto nel memorandum della troika, ma cosa c’è davvero dietro l’apparente festeggiamento del premier Alexis Tsipras e del commissario Ue alle finanze Pierre Moscovici?

Perché la riserva di liquidità da 20 miliardi potrebbe non bastare in caso di non autosufficienza? E come mai il Fondo Monetario Internazionale non ha partecipato ad alcuni incontri one to one durante le nove ore dell’Eurogruppo di ieri?

FINE DEL TUNNEL?

“La crisi greca è finita oggi”, ha dichiarato il commissario Pierre Moscovici. “La Grecia volta pagina – aggiunge il ministro delle finanze di Atene Euclid Tsakalotos – e ha tutti gli ingredienti per l’accesso ai mercati e favorire lo sviluppo”. In apparenza tutto risolto, ma alcuni elementi sono ancora da valutare nel merito.

La Grecia riceverà un pagamento di altri 15 miliardi di euro, di cui 3,3 miliardi di euro saranno utilizzati per rimborsare parte del debito al Fmi e alla Bce e la creazione di un cuscino di liquidità da 24,1 miliardi di euro per assicurare il paese per altri 22 mesi. Allo stesso tempo la Grecia godrà di un’ulteriore proroga del periodo di grazia per i prestiti da 100 miliardi di altri 10 anni e un prolungamento della scadenza media anche di altri 10 anni. Ma c’è un ma, anzi, molti.

L’uscita della Grecia dal Memorandum è stata la conseguenza del fatto che Atene ha soddisfatto tutti gli 88 prerequisiti. In totale la Grecia ha effettuato oltre 450 riforme, molte delle quali sono state dolorose per la popolazione, come detto dal Presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno.

Il quadro socio-economico oggi è il seguente: il salario minimo è di 350 euro, ci sono pensioni di azianità da 200 euro, le tasse su pensioni, stato sociale e welfare sono una mannaia, alcune professioni sono state isolate e punite, e oggi ammalarsi in Grecia è un lusso che non tutti possono permettersi, nonostante negli ospedali vi siano il wifi gratuito e le tv al plasma ma non tutti i letti necessari per malati gravi come lucemici o chemioterapici.

E ancora: gli immobili hanno subito una svalutazione dell’80% su cui però si paga una super Imu, alcune pensioni sono state tagliate complessivamente di tre quarti, chi ha preso la liquidazione l’ha ricevuta in ritardo di tre anni e abbattuta del 30%.

DUBBI FMI

Il Fondo Monetario Internazionale in questi anni è stato il soggetto della troika che si è caratterizzato per un’approccio sempre dubbioso ai conti della crisi greca. È stato il primo a sollevare il nodo relativo alla sostenibilità del debito ed al suo progressivo e inevitabile alleggerimento; il primo a insistere sul voler ragionare di investimenti accanto al mantra dell’austerità, punto sul quale sono stati numerosi i momenti di dibattito con l’allora ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, contrario anche ad una lieve correzione di rotta.

Inoltre la firma dell’ultimo memorandum apposta dal premier Tsipras prevedeva la creazione di un fondo per le privatizzazioni da 50 miliardi di dollari, di cui alla fine di quest’anno forse si raggiunerà solo un quinto di quella cifra. Compresi i 2,5 miliardi investiti dalla tedesca Fraport per acquisire ben 14 aeroporti regionali situati sulle principali isole turistiche.

Inoltre il Fmi si è astenuto quasi interamente dalla discussione, come dimostra il fatto che quasi certamente si ritirerà ufficialmente dal programma residuale e parteciperà solo in forma di supervisore. Indicativo è stato l’atteggiamento di Christine Lagarde, che non ha voluto fare alcuna dichiarazione sulla Grecia.

E ADESSO?

Operativamente adesso si apre un’altra fase per i conti ellenici: come affermato più volte dal commissario Pierre Moscovici, la Grecia è un caso speciale rispetto agli altri Stati membri presenti nel programma. Pertanto il monitoraggio post-memorandum è essenzialmente lo stesso del periodo del memorandum.

La troika quindi non scomparirà, ma sarà fisicamente ad Atene ogni tre mesi per controllare e valutare l’attuazione degli impegni del governo sia nelle politiche fiscali che in quelle di riforma. Al termine di ciascuna valutazione, produrranno un rapporto per l’Eurogruppo e il Parlamento europeo. Il rapporto sarà pubblico, il che significa che saranno valutate le reazioni non tanto del paese ma soprattutto dei mercati.

In pratica agirà un nuovo paracadute finanziario che dovrà condurre le operazioni del governo ellenico. È un provvedimento composto da tre diversi meccanismi di “sorveglianza” dell’economia greca che opereranno in parallelo dal prossimo 20 agosto. Fino al 2022 la Grecia dovrebbe essere condotta a generare avanzi primari del 3,5%. È la ragione per cui il meccanismo (chiamato Gdp) sarà generato e strutturato con verifiche progressive.

twitter@FDepalo

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