di Ileana Sciarra - Volti noti, veri e  propri 'big' capilista del M5S alle prossime elezioni europee. Per  loro niente parlamentarie: Luigi Di Maio, capo politico del M5S, gli  assegnerà direttamente un posto in cima ai listini. Cinque, in tutto,  quelli previsti per le elezioni europee. Elezioni dove, comunque, a  farla da padrona saranno le preferenze, dunque i 'capilista' potranno  anche essere superati in corsa. Sarebbe questa la 'mediazione' alla  quale si sta giungendo in casa 5 Stelle, dove i criteri delle  candidature, soprattutto dopo la svolta alle scorse elezioni politiche di aprire alla cosiddetta società civile, stanno generando non poche  tensioni.       

In particolare, a quanto si apprende, nelle settimane scorse  si era considerata l'ipotesi di una vera e propria 'quota', ben più  corposa, decisa da Di Maio, dunque calata dall'alto. Un sorta di  listino nella lista. Un'ipotesi che aveva mandato in fibrillazione gli europarlamentari uscenti, timorosi di perdere il seggio per fare  spazio al volto noto di turno. Nelle ultime ore, invece, a Bruxelles  sembra tornato il sereno.       

L'opzione capilista ad appannaggio di Di Maio, riflettono tra loro gli europarlamentari, graverebbe solo su 5 seggi in tutto: gli eletti 5  Stelle di casa a Bruxelles sono attualmente 11, visto che sei hanno  abbandonato il gruppo in corsa. E i sondaggi attualmente in mano al  Movimento parlano di 22-25 seggi: numeri alla mano, ci sarebbe spazio  per tutti. Ma se i capilista decisi da Di Maio sembrano aver portato  un clima di serenità in Europa, i 'falchi' del Movimento guardano col  fumo agli occhi anche aquesta opzione. Una ipotesi che ormai  sembrerebbe una decisione già presa, anche se le regole per le  candidature non sono ancora state inviate al comitato dei garanti  chiamati a 'vidimarle'.

"Così rischiamo altri casi De Falco - ragiona un volto  noto del M5S, considerato tra i più ortodossi del Movimento -  imbarchiamo gente che ci userà come taxi, mentre potremmo far spazio a gente nostra, a veri e propri attivisti che meritano una possibilità.  Tant'è, che la base si farà sentire sicuramente quando le regole  verranno rese note...".       

Ma i volti noti saranno in lista. Finora erano circolati quelli di  Licia Colò e Sarah Varetto, ma dai piani alti del Movimento spiegano  che verranno resi noti solo in aprile, non prima. Nella lista dei big  non dovrebbe esserci Filippo Nogarin, il sindaco di Livorno che  qualche mese fa era sceso a Roma per parlare con Di Maio anche di  europee.       

"Se Nogarin e altri esponenti 5 Stelle piuttosto noti dovessero  candidarsi - spiega un beninformato all'Adnkronos - faranno le  'parlamentarie' come tutti gli altri". Gli unici che non dovranno  guadagnarsi il favore della base grillina sono i 5 'big' scelti dal  vicepremier. "Un tempo li chiamavamo 'foglie di fico - lamenta una  deputata di vecchio corso - ma quelli erano altri tempi, quello era il M5S...".   

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