l presidente della Corte europea di  giustizia di Lussemburgo, che dovrà decidere sulla richiesta da parte  del comune di Milano di sospensiva urgente dell'assegnazione ad  Amsterdam dell'Agenzia europea del farmaco, "per opportunità" avrebbe  potuto tenere per sé "senza incorrere in vizi procedurali" la  decisione, anziché assegnarla "come da prassi" al suo vicepresidente.  E' la chiave di lettura dell'avvocato Gianluigi Pellegrino, giurista  grande esperto di diritto pubblico, interpellato dall'Adnkronos  all'indomani della notizia per cui il ricorso di Milano alla Corte Ue  è stato assegnato ad un giudice olandese.       

"Il presidente - entra nelle pieghe della decisione il giurista - come da prassi trattandosi di misura cautelare, ha delegato il vice  presidente che solo occasionalmente è olandese. Fermo restando che si  tratta di una prassi, per opportunità il presidente avrebbe potuto  tenere per sè la decisione senza incappare in vizi". La decisione sul  ricorso del comune di Milano sull'Agenzia del farmaco ad ogni modo  sarà presa "collegialmente", e "il presidente potrebbe sempre nominare più di un relatore", evidenzia ancora Pellegrino indicando una strada  per uscire dalle polemiche che comunque ritiene "un po' strumentali e  provinciali".       

Il giurista ribadisce che "il presidente può sempre designare relatori aggiuntivi al giudice olandese che ad ogni modo farà solo il relatore  perché la decisione, e questo è fuori di dubbio, sarà collegiale".  Pellegrino fa quindi una considerazione più generale, rilevando che  "un giudice che diventa giudice di un organo di giustizia europeo è un giudice a tutti gli effetti, non starebbe certo a fare gli interessi  del Paese. Va evidenziato che, anche se da noi la collegialità si è  andata a farsi benedire, in sede europea la collegialità è rispettata  a tutti gli effetti".  

Polemiche a parte, il giurista ricorda che la vicenda  legata all'Agenzia europea del farmaco "è tutta in diritto ed è anche  abbastanza chiara perché si dovrà vedere se il sorteggio si è svolto o meno correttamente". Diverso il discorso in sede amministrativa dove,  rileva Pellegrino, "è stato il segretario generale, un olandese, a  secretare gli atti. Lì si poteva discutere di più, ma oggi sul giudice non vedo scandali. Cosa diversa è il merito della questione: è  rilevante vedere se la procedura è stata rispettata e se,  effettivamente, è vero che Amsterdam non è pronta e seguirà un  procedimento diverso da quello intrapreso. In quel caso allora no,  Amsterdam non può sviluppare il progetto in modo diverso da quello che le ha consentito la candidatura".       

Pellegrino indica poi una strada più veloce per arrivare ad una  risoluzione: "Più che una sospensiva, oggi servirebbe la richiesta di  una procedura accelerata. Richiesta assolutamente prevista dalla  norma".  

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