di Emmanuel Cazalé - "Ho trovato la mossa  del vicepremier Luigi Di Maio molto sfrontata. E' stato un'ingerenza,  non si può interferire su questioni di politica interna andando in  Francia ad incontrare avversari del governo in carica. Sarebbe stato  più intelligente e rispettoso che fossero i gilet gialli ad andare in  Italia ad incontrarlo, non il contrario. Ho trovato questo incontro  inappropriato". Così  Paul Marra, uno degli esponenti di  spicco di Gilet gialli e portavoce del movimento a Marsiglia, che lo  scorso 5 gennaio ha creato l'associazione politica 'Gilets Jaunes Le  Mouvement', che però non si presenterà alle elezioni europee di maggio a differenza dei Gilet gialli del 'Ralliement d'initiative citoyenne'.       

"Onestamente non capisco molto la ragione della visita in Francia di  Di Maio. Rientra chiaramente in un gioco politico. E' stato una cosa  assurda", sottolinea Marra spiegando che il vicepremier ha incontrato  inoltre esponenti dei gilet gialli che non hanno l'appoggio del  popolo, "è stato un po' maldestro". In questo momento, rileva, "né  Christophe Chalençon, né Ingrid Levavasseur, né io stesso abbiamo  l'appoggio dei gilet gialli".       

Marra ribadisce la sua linea sostenendo che è ancora presto per  presentarsi alle elezioni europee. "Non si può costruire un tetto  senza le fondamenta, noi vogliamo costruire un movimento. Ci  presenteremo alle elezioni che saranno decise dai cittadini", spiega  ancora il leader marsigliese del movimento che critica la decisione  del Ric. "Noi critichiamo Emmanuel Macron per il modo in cui opera e  noi rischiamo di fare la stessa cosa", sottolinea Marra contestando  l'iniziativa del Ric di presentarsi alle Europee.   

"Il Ralliement - spiega Marra- ha detto delle cose e poi ha fatto il contrario. I suoi rappresentanti non sono stati scelti dal popolo, sono stati imposti. Non c'è un direttore di campagna, non c'è  una struttura di comunicazione, non c'è un finanziamento. E' assurdo.  Si troveranno a Bruxelles senza capire quello che bisognerebbe fare".  Secondo Marra, invece, "sarebbe necessario una strategia": "Bisogna  ripartire dalla base, riunirsi, trovare il maggior numero di sostegni  tra noi gilet gialli, strutturarsi e individuare dei leader. Non  bisogna mettere il carro davanti ai buoi".       

Per Marra, "bisogna creare una federazione di cittadini che si  riconosca nel movimento. Con 500mila aderenti e una sottoscrizione di  2 euro, ad esempio, tra due anni ci potremmo presentare in modo  indipendente a delle elezioni. Le cose non si fanno dalla sera alla  mattina. Penso che questo tipo di strategia sia più saggia, più  strutturata e più democratica. Se non passiamo da una cosa del genere  non arriveremo da nessuna parte", sostiene Marra. Il leader  marsigliese dei gilet gialli proprio in quest'ottica di crescita in un movimento politico guarda con interesse anche al Movimento 5 Stelle.  "Non sta al vicepremier italiano di venire in Francia, invece  spetterebbe ai gilet gialli spostarsi in Italia per ascoltare,  scambiare e comprendere come il M5S è riuscito ad arrivare al Governo  o come altri movimenti in altri paesi ci sono riusciti".       

Per quanto riguarda il Grand débat national avviato dal presidente  francese Emmanuel Macron per rispondere alla protesta dei gilet  gialli, Marra spiega "che è un ottimo venditore. Lui è un venditore  della politica che sta all'Eliseo grazie al sostegno del mondo della  finanza. Il suo dibattito è una farsa e come ha detto un umorista  francese non è Macron che ascolta i 66 milioni di francesi come  sarebbe il caso ma sono i francesi ad ascoltare il pensiero di Macron. Non ci ascolta".   

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