La cancelliera tedesca Angela  Merkel ha dichiarato di preferire elezioni anticipate all'ipotesi di  guidare un governo di minoranza, sottolineando di essere pronta a  guidare il suo partito Cdu ad un nuovo voto. "Sono una donna che ha  delle responsabilità e sono pronta a prendermene delle altre", ha  detto la Merkel alla televisione pubblica tedesca.

Angela Merkel ha sottolineato di non vedere nessun  motivo per le sue dimissioni, dopo la rottura dei negoziati fra la  Cdu-Csu, i Verdi e i Liberali. "La Germania ha bisogna di stabilità",  ha detto alla televisione pubblica Ard. La cancelliera ha ricordato  che in campagna elettorale ha sempre risposto di "sì" quando le è  stato chiesto se era disposta a guidare la Germania per un nuovo  mandato. Per questo, ha aggiunto, non intende certo ritirarsi dopo due mesi.       

La Merkel ha negato di aver commesso errori nei negoziati con Liberali e Verdi. "Abbiamo fatto quello che potevamo e vi erano stati dei passi avanti", ha aggiunto. La cancelliera non ha chiuso la porta  all'ipotesi di una nuova Grosse Koalition con i socialdemocratici  (Spd),che ora viene esclusa dal leader del partito Martin Schulz.  "Naturalmente io sono disposta a dialogare", ha affermato, spiegando  che bisogna aspettare l'esito dell'incontro fra i socialdemocratici e  il presidente tedesco Frank Walter Steinmeier.       

Se non sarà possibile riprendere i negoziati con Liberali e Verdi, o  se l'Spd non cambierà opinione, allora è meglio il voto anticipato, ha detto la Merkel. La cancelliera non è infatti disposta a guidare un  governo di minoranza, che potrebbe dipendere dai voti dell'estrema  destra populista di Alternativa per la Germania (AfD).   

Ma in Germania difficilmente si tornerà alle  urne, si avvieranno colloqui con la Spd, ma non si esclude la  possibilità di tornare a negoziati per la formazione di una coalizione 'Giamaica', con i liberali che si troverebbero a questo punto in una  posizione di maggiore forza. E' lo scenario che Daniel Gros,  economista tedesco direttore del Centro di studi politici europei  (Ceps) di Bruxelles, tratteggia con l'Adnkronos, commentando la crisi  politica a Berlino, dove sono falliti i colloqui esplorativi tra la  Cdu/Csu di Angela Merkel, l'Fdp ed i Verdi.       

"Il ritorno alle urne è molto difficile - sostiene Gros - perché in  Germania è sempre vivo il ricordo dell'instabilità e  dell'ingovernabilità dell'epoca di Weimar", che portò all'ascesa del  nazismo. Quindi si andrà prima a negoziati con i socialdemocratici,  che però "si trovano in una posizione molto difficile - spiega  l'esperto - divisi tra un'anima governativa e responsabile verso lo  Stato ed un'altra che punta più sull'interesse del partito e che è  molto scettica" sull'ipotesi di una nuova Grande coalizione, "per cui  bisognerà vedere se e in che misura queste due anime della Spd  troveranno un accordo". Anime che hanno una sintesi in Martin Schulz,  "molto vicino alla base ma con un profilo più governativo, che deriva  dalla sua esperienza di presidente del Parlamento europeo", sottolinea Gros.