Christophe calencon

"Lo scambio è stato molto cordiale. Ci  rendiamo conto che ci sono molti punti in comune tra la nostra  impostazione e il Movimento 5 Stelle che è nato dalle stesse  rivendicazioni del popolo". Così a 'Le Monde' Christophe Chalençon,  uno dei leader dei gilet gialli del 'Ralliement d'initiative  citoyenne' (Ric) che raggruppa una parte del movimento dei 'gilet  gialli' che ha deciso di presentarsi alle prossimi elezioni europee di maggio 2019 e che ieri ha incontrato il vicepremier e ministro dello  Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio e Alessandro Di  Battista in Francia. "Abbiamo paragonato le nostre piattaforme  rispettive, parlato del modo in cui erano strutturate. E' stato molto  interessante", sottolinea Chalençon.       

Sempre al quotidiano francese, l'altra leader del Ric, Ingrid  Levavasseur contesta il ruolo di Chalençon che non può essere definito portavoce. "E' totalmente falso. Non è il portavoce, si è montato la  testa. Si è messo in avanti davanti agli italiani", spiega a 'Le  Monde' Levavasseur precisando di essere stata informata solo poco  tempo prima dell'incontro al quale era contraria. "Non sapevo che  c'erano stati dei contatti. Ma avevo detto che era fuori questione  incontrarli in questo momento, in queste condizioni e in presenza di  persone esterne alla lista. Ho detto: prima costruiamo la nostra  lista".      

 Levavasseur si dice "esterrefatta" : "è orribile, è  un'usurpazione totale. Contrasta tutto il nostro lavoro. E' il mondo  degli squali che si invita nel cuore del nostro progetto. E' veramente terribile", sottolinea ancora. Nonostante la presenza di altri membri  del Ric, Levavasseur sostiene che l'incontro "non ha nessun legame con il Ric".       

Frederic Mestdjian, un altro dei gilet gialli nella liste del Ric e  presente all'incontro, spiega che Chalençon ha organizzato l'incontro  "in modo unilaterale": "siamo stati informati all'ultimo momento e ci  siamo recati in urgenza all'incontro per vedere che cosa si sarebbe  detto e per rispetto per questi uomini politici che erano sorpresi di  non vedere Ingrid Levavasseur".   

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