All'interno del collegio dei  commissari dell'Ue c'è chi ritiene che nel recente passato sia stato  fatto da parte della Commissione "un uso estensivo" delle clausole di  flessibilità, che sono state "in qualche caso utilizzate  impropriamente, ad esempio per stabilizzare una situazione politica".  E' quanto emerge dal verbale della riunione del collegio dei  commissari del 10 ottobre scorso a Bruxelles, che ha discusso del  rapporto dell'Indipendent European Fiscal Board sull'applicazione del  patto di stabilità.       

Nel corso del dibattito, riporta il verbale, sono emersi alcuni  argomenti principali, tra i quali "un invito alla prudenza per quanto  concerne l'uso estensivo delle clausole di flessibilità". Il documento non accenna esplicitamente all'Italia né ad alcun altro Stato membro,  anche se il presidente Jean-Claude Juncker ricorda spesso che il  nostro Paese ha beneficiato nel recente passato delle clausole di  flessibilità, con una spesa aggiuntiva di 30 mld di euro.       

Il vicepresidente Valdis Dombrovskis, durante la riunione, ha  sottolineato "che l'utilizzo delle clausole di flessibilità dovrebbe  divenire meno frequente in futuro, con la ripresa economica".  L'applicazione delle clausole di flessibilità è uno dei campi sui  quali il Mef e la Commissione avrebbero potuto, o potrebbero, trovare  un punto di incontro relativamente alla manovra 2019, sulla quale  l'esecutivo Ue ha approvato un'opinione negativa e della quale attende una versione rivista, con modifiche "sostanziali", entro la mezzanotte di oggi.

Nel corso della discussione in collegio c'è stato anche  chi ha rilevato "la tendenza osservata, per cui alcuni Stati con basso indebitamento hanno abbassato ulteriormente i loro livelli di debito,  in un periodo di crescita economica, mentre altri Paesi che erano  pesantemente indebitati erano inclini, nelle medesime circostanze, ad  aumentare il deficit".       

Non è mancato chi, all'interno della Commissione, ha rimarcato la  necessità di "considerare la semplificazione della governance  economica, per rendere le regole più semplici da applicare, sulla base del principio che ciò che non può essere spiegato non può essere  difeso". Per contro, è stato anche sottolineata l'importanza di  "semplificare l'utilizzo delle clausole di flessibilità, a rischio di  rendere l'applicazione del patto di stabilità ancora più complessa".       

I verbali della Commissione sunteggiano il dibattito che si è tenuto  nel collegio, senza puntualizzare, quando riferiscono dei contenuti di una discussione, chi ha espresso una determinata posizione. Nella  riunione del 10 ottobre risultavano assenti la vicepresidente e Alto  Rappresentante Federica Mogherini e i commissari Pierre Moscovici  (Francia) e Johannes Hahn (Austria); limitatamente alla trattazione  del punto dell'ordine del giorno in questione, il rapporto  dell'Independent European Fiscal Board, erano assenti anche i  commissari Julian King (Regno Unito) e Phil Hogan (Irlanda).