Pierre Moscovici "per la prima volta ha  paura" davanti all'ondata populista che sta travolgendo l'Europa, "non c'è Hitler, ma dei piccoli Mussolini". In una conferenza stampa a  Parigi all'indomani del discorso sullo stato dell'Unione di  Jean-Claude Juncker e quando mancano 250 giorni alle elezioni per il  rinnovo dell'Europarlamento, il commissario europeo agli Affari  economici e monetari ne parla "senza dubbio come le più decisive da  quelle del 1979", che furono le prime.       

"Quando dico che ho paura", afferma, è pensando agli anni Trenta del  Novecento. "Non c'è Hilter", ma se ci sono "dei piccoli Mussolini è da verificare", sostiene Moscovici, in un'allusione neanche troppo velata a Matteo Salvini, "il più nazionalista" dei ministro degli Interni,  "in un momento in cui il suo Paese avrebbe più che bisogno della  solidarietà europea".       

"Quando dico che ho paura - insiste il commissario, ricordando di  essere "figlio di un ebreo della Romania, venuto a cercare asilo in  Francia" - non sono paralizzato, ma bisogna reagire" rafforzando la  sovranità dell'Europa dinanzi alle minacce esterne.    

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