"Troppo spesso - e per troppi anni -  l'Europa, in una narrativa superficiale e comune alla generalità dei  Paesi membri, è stata rappresentata come un'entità burocratica,  complessa e scarsamente intellegibile, alla quale addossare la  responsabilità di misure impopolari e dell'allontanamento delle  comunità locali dalle proprie tradizioni e dai propri costumi, in nome dell'integrazione". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo all'ottava edizione della conferenza europea  "The State of the Union" a Fiesole (Firenze).        "In realtà - ha aggiunto il capo dello Stato - le scelte, anche quelle discutibili, sono sempre state frutto del confronto democratico tra i  governi in sede di Consiglio Europeo, con il concorso del Parlamento  Europeo".       

"Certamente l'introduzione di talune misure e l'avvio di alcune  politiche avrebbero potuto e dovuto essere più attente alle specifiche problematiche e sensibilità nazionali e poter puntare su obiettivi di  coesione sociale accanto a quelli di risanamento dei conti pubblici",  ha riconosciuto Mattarella.     

"E', tuttavia, proprio responsabilità primaria delle  classi dirigenti nazionali saper illustrare come l'integrazione di un  singolo settore risponda proprio al principio di solidarietà, a una  logica di più ampio respiro, a un ''disegno forte'' nel quale pace,  benessere e prosperità nascono dall'abbandono di singoli vantaggi  settoriali per condividerne di più importanti, per avviarsi su di un  sentiero virtuoso comune, in cui tutti sono protagonisti - ha spiegato Mattarella - Si tratta di un'azione da condurre senza ritardi: le  Istituzioni europee e gli Stati membri dovrebbero dedicare ben  maggiore impegno a un'opera di capillare e duratura istruzione sulle  ''ragioni profonde'' dell'Europa".       

CONDIVIDI