La riforma fiscale proposta  dall'amministrazione Trump potrebbe avere "un forte impatto distorsivo sul commercio internazionale". Non hanno usato mezzi termini - in una  lettera inviata al segretario al Tesoro Usa Steven Turner Mnuchin - i  ministri dell'Economia e delle Finanze del cosiddetto G5, ovvero Bruno Le Maire (Francia),Pier Carlo Padoan (Italia),Peter Altmaier  (Germania),Philip Hammond (GB) e Cristobal Montoro (Spagna) in cui  denunciano i rischi legati alle misure sostenute dalla Casa Bianca che possono cambiare il 'playing field' per le imprese americane e  straniere.       

Nella missiva si evidenziano le "forti preoccupazioni" dell'Europa per alcune misure legate alla tassazione delle imprese , definendo  "importante che i diritti del governo americano sulla politica fiscale interna siano esercitati così da aderire agli obblighi internazionali  sottoscritti". Nel mirino, fra l'altro, "l'inclusione di alcune  disposizioni meno convenzionali che potrebbe contravvenire ai trattati Usa sulla doppia tassazione" dal momento che "imporrebbe una tassa sui profitti di una società non residente in Usa e senza una residenza  fisica permanente negli Usa".       

I ministri europei puntano anche il dito contro la tassazione  agevolata al 12,5% proposta per i redditi dalla vendita o dalla  licenza di beni e servizi per uso fuori dagli Usa, definita "un  sussidio all'export rispetto al consumo interno", vietato dalle  normative WTO.    

- I cinque ministri europei, nell'accogliere "con grande  favore le misure degli Usa nella lotta all'erosione della base  imponibile e il trasferimento degli utili" sottolineato, tuttavia, di  "nutrire forti preoccupazioni perché queste misure non sono  indirizzate alla lotta contro gli abusi ma avranno un impatto sulle  attività commerciali internazionali". Tali misure - si segnala -  "potrebbero portare a distorsioni a livello internazionale per quanto  riguarda il sistema fiscale e sugli scambi commerciali e gli  investimenti".        

Ad esempio, si evidenzia, la riforma potrebbe discriminare le società  straniere e violare "le regole internazionali stabilite dal WTO" con  il rischio anche di distorcere gli accordi internazionali sulla  tassazione. Eppure negli ultimi anni, ricordano, "abbiamo registrato  un livello eccezionale di cooperazione internazionale". Con il  compromesso sull'erosione della base imponibile (BEPS) "si è aperto un nuovo capitolo di cooperazione internazionale in materia fiscale e di  equità fiscale in tutto il mondo. L'Ocse e il quadro Beps sono i  luoghi per lavorare all'evoluzione dei principi fiscali internazionali su base multilaterale. Questo dialogo garantisce coerenza, che è  cuciale per gli Stati e le imprese".       

I ministri auspicano che queste preoccupazioni vengano accolte dal  segretario del Tesoro Usa. "Siamo fiduciosi che troverà un compromesso saggio e ben equilibrato per creare una nuova, moderna e solida  riforma fiscale Usa", sottolineano nella missiva indirizzata a  Mnuchin. 

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