Domani "la commissaria europea alla Concorrenza Margrethe Vestager farà una conferenza stampa. Mi ha  assicurato che la Commissione è molto intransigente nel verificare i  casi segnalati in cui c'è un problema o di uso sbagliato dei fondi  strutturali, o, peggio, di aiuto di Stato per attrarre investimenti da Paesi che sono parte dell'Ue". Lo afferma il ministro dello Sviluppo  Economico Carlo Calenda, dopo aver incontrato la numero uno della Dg  Concorrenza a Bruxelles, per parlare, tra l'altro, delle  delocalizzazioni produttive verso i Paesi dell'Est Europa, in  particolare verso la Slovacchia, dove trasferirà le produzioni la  Embraco del gruppo Usa Whirlpool (che ha annunciato il licenziamento  di pressoché tutti i lavoratori dello stabilimento di Riva di Chieri,  nel Torinese).       

L'altro caso è quello della Honeywell, che dovrebbe chiudere la  produzione nello stabilimento di Atessa, in Val di Sangro, ma che ha  raggiunto un accordo con il Mise per consentire la  'reindustrializzazione' dello stabilimento, cioè la conversione della  fabbrica ad altre produzioni, cosa che dovrebbe permettere di  assorbire una parte dei lavoratori. Alla commissaria danese, ha  continuato Calenda, "ho ribadito nei due casi specifici se procede  alla verifica di un eventuale uso o dei fondi europei, cosa che non è  consentita per portare via l'investimento, o degli aiuti di Stato".  Inoltre, ha aggiunto Calenda, alla Vestager "ho detto che l'Italia le  manderà a brevissimo una proposta di istituire un fondo che, in caso  di delocalizzazioni produttive verso i Paesi dell'Est, gestisca la  transizione industriale con un'intensità superiore a quella della  normale normativa sugli aiuti di Stato".       

"Cioè - prosegue il ministro - la possibilità di avere un fondo che  agisca, nel caso di deindustrializzazioni derivante dai Paesi  dell'Est, con una intensità di aiuto superiore a quella normalmente  concessa per un normale aiuto di Stato".       

 

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