"La notte è piccola per noi". Quasi sconsolato un membro leghista della Giunta per le Elezioni e le  Immunità aveva fatto capire che i tempi per ricevere la memoria  'difensiva' del ministro Salvini per il caso Diciotti, attesa entro  ieri in Senato sarebbero stati lunghi. Ma poi alle 19.30, quando il  senatore azzurro Maurizio Gasparri è stato visto uscire da Sant'Ivo  alla Sapienza con un plico sotto il braccio si è capito che Matteo  Salvini aveva consegnato il suo testo. In contemporanea dal suo staff  veniva presentato, per grandi linee il documento: "Che per rispetto  dei membri della giunta, non sarà divulgato integralmente".       

La linea di Salvini è chiara: "Memoria esclusivamente 'tecnica' perché tale è il giudizio che la Giunta deve dare sul caso Diciotti e non  politica". Salvini si sottolinea "non entra nel merito della  sussistenza o meno del reato di sequestro, non contiene,  contrariamente a quanto scritto oggi da alcuni giornali, attacchi di  sorta ai giudici".       

Una "memoria tecnica" che è 'quasi' di una memoria collettiva,  allegando "anche due documenti firmati rispettivamente dal presidente  del Consiglio Giuseppe Conte e l'altro dal vicepremier Luigi Di Maio e dal ministro dei trasporti, Danilo Toninelli". Documenti di cui si  parlava già negli scorsi giorni, arrivati per dar forza alla linea di  un governo che all'unisono rivendica la condotta che ha portato la  Procura catanese a ipotizzare il reato di "sequestro aggravato" nei  confronti del vicepremier Matteo Salvini.  

Il documento, si anticipa dallo staff di Salvini,  ripercorre i momenti salienti dell'arrivo dei migranti da Malta in  Italia. Non manca l'attacco a La Valletta, responsabile "di fatto del  dirottamento della nave verso l'Italia". La memoria, inoltre "dimostra in maniera netta come ogni azione del titolare del Viminale abbia  avuto esclusivamente una finalità di pubblico interesse".       

Salvini chiarisce come "lo Stato Italiano ha portato fin da subito  all'attenzione dei partner europei le problematiche della vicenda per  la soluzione della controversia internazionale", vale a dire ha  chiesto alla Ue di prendersi le proprie responsabilità.       

Perché "il governo ha posto in essere tutti gli strumenti di soluzione del conflitto, che sono stati concretamente attuati attraverso il  coinvolgimento delle Istituzioni Europee per il tramite degli Organi  Ministeriali della branca dell'esecutivo (Ministero Esteri) a ciò  deputata".  

- Inoltre, "emerge chiaramente come proprio sulla  specifica vicenda 'Diciotti' si è in presenza di una iniziativa del  Governo Italiano coerente con la politica dello Stato sui flussi  migratori, peraltro risultante anche dal Contratto di Governo",  sottolinea Salvini, 'chiarendo' la presenza dei testi allegati del  premier Conte e di Di Maio e Toninelli.       

Altro punto è quello dell'ordine pubblico tutelato. "Non può infine  sottacersi - si legge nelle conclusioni della memoria - che l'azione  attuativa dell'indirizzo governativo", indicata "al punto 13 del  programma di governo, già di per sé stessa costituisce perseguimento  di un preminente interesse pubblico, peraltro rappresentato anche  dalla salvaguardia dell'ordine e della sicurezza pubblica che  sarebbero messe a repentaglio da un indiscriminato accesso nel  territorio dello Stato".