"Non possiamo, né dobbiamo basare il  quadro su scenari di rischi al ribasso". Lo ha detto il ministro  dell'Economia Giovanni Tria nella sua seconda audizione davanti alle  commissioni Bilancio riunite alla Camera sulla Nadef dopo la  bocciatura del documento, ieri, da parte dell'Ufficio parlamentare di  Bilancio. "A seguito della mancata validazione del quadro macro  economico programmatico da parte dell'Ufficio parlamentare di bilancio il Governo ritiene opportuno confermare le previsioni contenute nella  NaDef". Così il ministro dell'economia, Giovanni Tria, in audizione  alle commissioni Bilancio di Camera e Senato dopo la bocciatura ieri  della Nota di aggiornamento al Def da parte dell'Upb. "Non dobbiamo  lasciare che la volatilità di breve termine dei mercati offuschi la  nostra capacità di prendere decisioni equilibrate", aggiunge Tria.       

La manovra prevista dal Def sarà di 37 miliardi di cui 22 in deficit.  Lo riferisce il ministro dell'Economia Giovanni Trai in audizione  sulla Nadef. "Nel suo complesso -spiega- la manovra è quantificabile  in un aumento dell'indebitamento pubblico di circa 22 miliardi di euro nel 2019". Per il 2019 inoltre la manovra prevede interventi di  "copertura finanziaria per un ammontare complessivo di 15 miliardi di  euro", tra tagli di spesa (per 6,9 mld) e aumenti di entrate (per 8,1  mld). Il costo del reddito di cittadinanza e delle modifiche della  Fornero per la finanza pubblica è pari a 16 mld in ciascuno dei tre  anni. Lo riferisce il ministro dell'Economia Giovanni Tria in  audizione sulla Nadef alla Camera. "Nel complesso questi interventi si tradurrebbero - spiega - in un incremento del tasso di variazione del  pil di 0,3 pp nel 2019 e di 0,2 pp nel 2020 e 2021, rispetto al  tendenziale. Quanto all'impatto sul tasso di crescita del pil dalla  disattivazione delle clausole Iva per il 2019 per un onere finanziario pari a 12,5 mld, per il 2020 per 5,5 mld e per il 2021 per 4 mld, è  pari a +0,2 pp nel 2019 e 2020 e di -0,2 pp nel 2021.       

"La manovra consta di misure espansive e di interventi di copertura  finanziaria. Nel complesso la manovra è quantificabile con un aumento  dell'indebitamento pubblico di circa 22 miliardi nel 2019, pari  all'1,2% del pil". Così il ministro dell'economia, Giovanni Tria, in  audizione alle commissioni Bilancio di Camera e Senato dopo la  bocciatura ieri della Nota di aggiornamento al Def da parte dell'Upb.  Secondo il modello econometrico Item l'impato sul pil reale della  manovra "nel suo complesso è di 0,6 pp, corrispondente ad un  moltiplicatore medio di 0,5 pp nel primo anno, un valore del tutto in  linea con quello ottenuto da altri modelli in uso presso istituzioni  internazionali", spiega Tria.                  

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