''Altro che i mitologici 'navigator'  vaneggiati dal fallimentare ministro Luigi Di Maio (627 disoccupati in più al giorno e altri 53mila da gennaio 2019 'grazie' al suo decreto): il governo naviga al buio e manda a sbattere il Paese. In preda alla  confusione, l'esecutivo finito per eccesso di arroganza sotto schiaffo dell'Europa avvia una discussione surreale in Parlamento su una  manovra che non c'è, mentre il ministro dell'Economia rimane senza  parole alla Camera non avendo nulla da dire dopo essere stato spedito  dietro la lavagna dall'Ue". Lo afferma, in una nota, Giorgio Mulè,  deputato e portavoce dei gruppi di Fi alla Camera e al Senato.       

"E' il governo delle ambiguità - aggiunge Mulè - che provoca sgomento, come finalmente riconosce anche il capogruppo della Lega Riccardo  Molinari, peccando di buonismo natalizio nel giudizio su Mister zero  cantieri alias Danilo Toninelli. Ma soprattutto è un governo che per i suoi capricci ideologici fa male e fa il male dell'Italia: le imprese  pagheranno più tasse per 6,2 miliardi di euro, la pressione fiscale  aumenterà sui cittadini attraverso nuovi balzelli e la disoccupazione  penalizzerà sempre più il Sud dimenticato dalla manovra".       

"Forza Italia ha tentato di correggere la legge di stabilità in  profondità, tutte le categorie produttive di qualsiasi orientamento si sono ritrovate d'accordo nel giudicare pessime le misure immaginate  dal governo: ma quando alla luce della ragione si preferiscono le  tenebre dell'ideologia non c'è scampo. E in questo caso a pagare il  conto, in tutti i sensi, sarà il Paese'', conclude Mulè.  

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