"Io non voglio fare assunzioni  generalizzate di persone che vadano a vagabondare per la Pa. Faccio  delle assunzioni, e nel mio provvedimento indico i criteri, solo in  settori strategici. Tecnici, ingegneri e forze dell'ordine. In passato si è bloccato il turnover e questo ha creato un invecchiamento". Così  il ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione  Giulia Bongiorno rispondendo a Riccardo Iacona nella puntata  'Burocrazia al potere' di Presadiretta che andrà in onda oggi alle  21.15 su Rai3.       

"Sarebbe facilissimo tagliare i fannulloni nelle pubbliche  amministrazioni e avere consenso politico. Siccome la reputazione che  ha la pubblica amministrazione è pessima, un ministro che pensa solo  ai consensi taglia e fa bella figura", sottolinea Bongiorno. "Nel mio  provvedimento - rileva- è previsto il turnover 100 per cento con  assunzioni anticipate il che significa via via che escono, entrano. Ho previsto anche che ci saranno dei concorsi. Definisco ciò un'iniezione di risorse in settori strategici. Non voglio riempire, voglio metterli nei posti giusti".       

E sugli organismi indipendenti di valutazione della dirigenza della  pubblica amministrazione il ministro ha le idee chiare. "Lì cambierò  credo che dobbiamo avere il coraggio di affiancare al dirigente, nel  momento in cui scrive i propri obiettivi, un soggetto che sia terzo.  Il vero problema è che gli obiettivi devono essere sfidanti e non  possono essere fai da te. Cioè non possono essere fatti solo dal  dirigente", sottolinea il ministro. 

Ma il tema principale per Bongiorno è il reclutamento.  "Io vorrei riuscire a fare il concorso unico, invece ho una serie di  resistenze perché ognuno si vuole fare il concorso da solo. Comuni e  regioni mi obiettano. Vorrei che il personale nell'ambito della  pubblica amministrazione sia il meglio e che entri con criteri  oggettivi, io non voglio che ciascuno si faccia il proprio concorso",  spiega il ministro.       

La mano ferma, rileva Bongiorno, ci sarà anche sui furbetti del  cartellino ai quali il ministro dichiara "battaglia totale, perché è  un doppio fallimento. Il cartellino è una sorta di istigazione al  reato perché di fatto consente che un soggetto possa timbrare con  cartellini anche di altri dipendenti. Su questo sono inflessibile",  aggiunge. "Desidero che chi entra al lavoro sia riconosciuto con  l'impronta digitale. Stop. Non posso tollerare che ci sia un  assenteismo cronico".       

"La pubblica amministrazione è fatta di persone. Spesso si dice che è  un problema di procedure. No, è un problema di persone. Se noi  mettiamo gente brava, qualificata, motivata, gente che entra con  concorsi seri, con un reclutamento rigoroso, senza raccomandazioni, la pubblica amministrazione vola", conclude il ministro.    

 

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