"Non considero quello dell'alternanza  scuola-lavoro come un esperimento da archiviare. Anche in questo caso, come per altri aspetti della c.d. ''Buona Scuola'', l'obiettivo che mi sono prefisso, fin dal mio insediamento, è stato quello di affrontare  e sciogliere i nodi emersi in questi anni di applicazione". Lo ha  affermato il ministro dell'Istruzione, Marco Bussetti, rispondendo ad  una domanda sull'alternanza scuola lavoro nel corso del Question Time.       

"Come noto - ha sottolineato - la cosiddetta ''Buona Scuola'' ha  ampliato in maniera considerevole le ore obbligatorie di alternanza  scuola-lavoro; così facendo, quello che avrebbe dovuto rappresentare  un efficace strumento di formazione dello studente è stato letto come  un obbligo, un dovere, non come una opportunità da cogliere, sia per  gli studenti, sia per le strutture che si sono proposte di accoglierli presso di loro".       

"Sono fermamente convinto - ha aggiunto Bussetti - che i termini  ''scuola'' e ''lavoro'' non debbano essere intesi in maniera  antitetica, ma come sintesi naturale. Trovo normale che, durante un  percorso di studi, oltre al trasferimento di conoscenze e di strumenti per interpretare il mondo in cui viviamo, si tenti di orientare gli  studenti verso un lavoro, qualunque esso sia; in questo senso, reputo  molto importante e formativo che gli studenti possano, tramite  percorsi di competenze trasversali, iniziare a misurarsi con il mondo  del lavoro, con il quale prima o poi dovranno entrare in contatto. Il  cambio della semantica sottolinea come i percorsi degli studenti non  siano alternativi alla didattica, ma debbano integrarsi con essa,  debbano tradursi in una seria metodologia che permetta loro esperienze di altissimo profilo e non costringa le scuole, nel tentativo di  arrivare alle ore stabilite, a ricorrere, come è successo, a  esperienze che non siano coerenti con il percorso di apprendimento  dello studente interessato".

"Ed è proprio su queste criticità - ha ricordato - che  siamo già intervenuti; con la legge di conversione del decreto-legge  cosiddetto ''mille proroghe'' è stata introdotta una disposizione che  esclude, con riferimento all'anno scolastico in corso,  l'obbligatorietà dello svolgimento dei percorsi di alternanza  scuola-lavoro ai fini dell'ammissione all'esame di Stato".       

Con il disegno di legge di Bilancio, che verrà, oggi, all'esame di  quest'Aula, ha precisato ancora il Ministro "sono state introdotte  ulteriori significative modifiche alla disciplina dei percorsi di  alternanza scuola-lavoro che, vedono, sensibilmente, ridotta la loro  durata minima che, peraltro, viene stabilita, in misura differenziata, in 210 ore per gli istituti professionali, 150 ore per gli istituti  tecnici e 90 ore per i licei".       

"Resta ferma, comunque, la possibilità, da parte delle scuole che ne  sentano la necessità, nel rispetto della loro autonomia e dei  requisiti incomprimibili di qualità e di sicurezza, di elevare il  numero di ore dedicato a tali percorsi e attività, in una logica di  potenziamento dell'offerta formativa sul territorio. A tal fine - ha  concluso - le scuole potranno accedere anche a forme diverse di  finanziamenti, come ad esempio ai PON. Per assicurare la qualità dei  nuovi percorsi, è stata, peraltro, prevista l'adozione, con mio  decreto, di apposite linee guida e sono stati coinvolti attivamente  gli studenti, attraverso i loro rappresentanti, che ringrazio per il  lavoro e l'impegno profuso".  

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