di Francesco Saita - Si riaccende lo scontro di  governo sulla Tav. "Prima si fa meglio è". In visita al cantiere di  Chiomonte, il vicepremier Matteo Salvini torna a sfidare la neve e  l'opposizione degli alleati di governo all'alta velocità Lione-Torino. "Soldi da investire altrove", replica l'altro vicepremier Luigi Di  Maio. Mentre il premier Giuseppe Conte cerca di allargare l'orizzonte: "Non fermiamoci alla Tav, guardiamo ai tanti altri cantieri che stiamo aprendo".       

A favore di telecamere, arrivato in Valsusa, nella mattinata di ieri, il ministro leghista ribadisce gli argomenti pro-Tav: da quello ambientale ("ci  sono 3 milioni di tir sulle strade, se ne togliamo 1 milione, con  tonnellate di Co2 in meno, respiriamo meglio") a quello economico ("Se devo spendere 4 miliardi dei contribuenti italiani per finire l'opera  sono soldi ben spesi, se lo devo fare per tornare a riempire i buchi  scavati in 5 anni di lavoro mi sembra demenziale"). Aggiungendo pure  "come in un momento di crisi economica rinunciare a 50mila posti di  lavoro e mettere a rischio aziende mi sembra poco sensato".

- Parole che, però, non trovano ascolto a Roma, alla  Camera dei deputati è proprio Luigi Di Maio a fare muro: "Io  personalmente non vado a Chiomonte perché ancora non è stato scavato  un solo centimetro del tunnel", dice il capo politico dei Cinque  Stelle. "Per me il cantiere non è un'incompiuta, è un mai iniziato".  Per poi aggiungere: "La Tav Torino-Lione è una spesa che può benissimo essere dirottata sulla metro di Torino, o sulla autostrada Asti-Cuneo" quindi "lasciamo i soldi in quel territorio, ma investiamoli per cose  importanti e prioritarie".       

Nel mezzo le tante dichiarazioni, dei pentastellati e dei leghisti,  che portano argomenti pro e contro l'opera. Il Cinque Stelle Emanuele  Dessì ricorda come "della Torino-Lione non è stato scavato neppure  mezzo chilometro" quindi "Salvini dovrebbe studiare un po' meglio le  carte prima di fare annunci". A Chiomonte "c'è solo un buco di 5  metri", dicono all'unisono Manlio Di Stefano e il deputato Francesco  Silvestri. "Basta chiacchiere inutili su un'opera inutile, che non si  farà. Punto", taglia corto il sottosegretario agli Esteri. Per il  capogruppo M5S al Senato, Stefano Patuanelli, la "Tav è una falsa  priorità e i numeri lo dimostrano. Il Piemonte e l'Italia hanno  bisogno di investimenti per un trasporto ferroviario pendolare di  qualità".

Dalla Lega interviene il presidente della Commissione  Trasporti, Alessandro Morelli. Che si dice sicuro che "alla fine  l'opera si farà". Il "dibattito è aperto sul come, ma che si fa non ho dubbi", dice . "Di Maio? Ha una sua posizione storica che penso e spero possa cambiare".       

A cercare una 'conciliazione' il Premier Conte, in campo per trovare  la soluzione al rebus Tav. Per il presidente del Consiglio quella  della tratta Lione-Torino è, infatti, una pratica da superare prima  possibile: "Non possiamo fermarci alla Tav - dice il premier - Stiamo completando l'analisi costi-benefici, ma stiamo lavorando a  tanti altri cantieri: abbiamo sbloccato il Tap, il Terzo valico, il  Brennero, stanno continuando i cantieri".                       

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