"Soffriamo le amministrative perché ci sono le  coalizioni", è l'analisi del senatore Gianluca Castaldi affidata  all'AdnKronos. "Noi - prosegue - proponiamo un cambiamento culturale  che ha bisogno di tempo. I dati di queste elezioni vanno letti per  quelli che sono. Nel mio comune, Vasto, contro l'M5S c'erano 12 liste. Forse nelle grandi città si poteva fare qualcosa di più, come a Genova e a Palermo", dove la vicenda delle firme false "ci ha sicuramente  fatto male".       

Il Movimento 5 Stelle sarà destinato sempre a soccombere alle  amministrative? "La soluzione - risponde Castaldi - sarebbe fare le  coalizioni ma noi non scenderemo mai a compromessi. Serve un  cambiamento culturale: questo significa scegliere per il bene comune e non votare per il parente".        

Confrontando i dati con le politiche del  2013, come fatto ad Alessandria, Piacenza e Pistoia, emerge "la  pesantissima emorragia verso l'astensione subita dal M5s. Perdite  verso l'astensione emergono, rispetto alle politiche, anche nel campo  del Pd e del Pdl". E' la fotografia scattata dall'Istituto Cattaneo  che ha svolto analisi sui flussi elettorali nelle città di  Alessandria, La Spezia, Padova, Piacenza e Pistoia.       

Mettendo a confronto i dati relativi alle amministrative del 2017 con  quelle delle precedenti amministrative del 2012 (o 2014, nel caso di  Padova) emergono alcuni elementi ricorrenti. "In primo luogo - emerge  dall'analisi dell'Istituto Cattaneo - il bacino dei candidati di  centrosinistra ha subito, in diverse città, significative perdite  verso l'astensione (tra i cinque comuni qui considerati, Alessandria è l'unica eccezione)".       

"Dal bacino di centrosinistra si notano inoltre flussi diretti verso  altre forze politiche - osserva l'Istituto Cattaneo - In secondo  luogo, nelle città considerate, il centrodestra ha saputo mantenere  maggiormente serrati i propri ranghi". "Per quel che riguarda, infine, il bacino dei candidati M5s si osserva una dispersione in tante  direzioni diverse - aggiunge - Si assiste così a una ristrutturazione  della composizione dell'elettorato di questa forza politica".       

Ad Alessandria, secondo l'Istituto Cattaneo, la  candidata del centrosinistra Maria Rita Rossa, ripresentandosi al  voto, mantiene la gran parte del suo elettorato del 2012 con lievi  perdite verso il candidato di centrodestra (Cuttiga di Revigliasco),  verso il candidato ''grillino'' (Serra) e verso i candidati  ''civici''. A differenza di quanto emerge in altri contesti, ad  Alessandria il bacino della candidata di centrosinistra non subisce  perdite verso l'astensione.       

A La Spezia, dove sono possibili le stime sulle precedenti  amministrative (2012),si osserva "anzitutto la consistente perdita  verso l'astensione del bacino del candidato di centrosinistra (nel  2012 era Federici) - spiega l'Istituto Cattaneo - Da questo bacino si  osservano inoltre uscite di flussi significativi anche verso il più  diretto avversario (Peracchini del centrodestra) e verso il candidato  del M5s (Del Turco). Il candidato di centrodestra Peracchini, oltre ad aver rubato direttamente voti al bacino del centrosinistra, recupera  una quota consistente di voti dal bacino del non-voto. L'elettorato di quello che nel 2012 fu il candidato del M5s (Merenda) si disperde in  tante direzioni e, fra di esse, quella che raggiunge il nuovo  candidato della formazione grillina non è la più consistente".   

A Padova, rispetto alle precedenti amministrative, si  nota "la significativa emorragia di voti dal bacino del candidato di  centrosinistra verso l'astensione", la "maggiore capacità di tenere  serrati i ranghi da parte dell'elettorato di centrodestra" e "la  dispersione degli elettori del bacino cinquestelle in numerose  direzioni diverse".       

A Piacenza la fedeltà dell'elettorato del centrosinistra rivela,  secondo l'Istituto, alcune falle. Dal bacino che nel 2012 aveva  premiato il candidato di questa coalizione (Dosi) vi sono flussi di  una certa rilevanza che si riversano in varie direzioni: l'astensione  (4,3% dell'elettorato),il candidato di centrodestra Barbieri (4,6%),  il candidato ''civico'' Trespidi (3,7%) e il candidato pentastellato  Pugni (2,3%).

Molto più fedele è l'elettorato di centrodestra, che non ha perdite rilevanti verso il non-voto, ma cede comunque quote di un  certo rilievo a Rizzi (centrosinistra) e al ''civico'' Trespidi.       

Anche a Pistoia, spiega l'Istituto, le analisi sulle dinamiche tra le  amministrative del 2012 e quelle del 2017 evidenziano i seguenti  risultati: "le consistenti perdite del bacino di centrosinistra verso  l'astensione, la maggiore capacità del centrodestra di tenere serrati  i propri ranghi, la dispersione del bacino del M5s in molte direzioni  diverse".       

CONDIVIDI