Il marchio 'Rivoluzione Italia' può essere  l'uovo di colombo di Silvio Berlusconi. Qualcuno scommette addirittura in un 'predellino bis', quello 2.0, più volte annunciato  ufficiosamente, ma mai realizzato fino ad ora. Tornato centrale sulla  scena politica, il Cav si prepara alle prossime politiche lanciando un nuovo soggetto politico per sparigliare le carte e prendere in  contropiede alleati (Lega-Fdi) e avversari (M5S-Pd).       

L'obiettivo è riunire le varie anime del centrodestra in vista delle  prossime politiche, accontentando un pò tutti, senza offendere  nessuno. Ma c'è anche una strategia precisa: arginare a destra l'asse  sovranista della coppia Salvini-Meloni. Da qui l'idea di una  formazione accessoria ('Rivoluzione Italia' appunto', il cui simbolo è stato depositato il 14 settembre scorso presso l'Euipo, l'Ufficio  europeo per la proprietà intellettuale),in grado di portare preziose  percentuali nel calderone del centrodestra.       

Forte degli ultimi sondaggi commissionati alla fidata Alessandra  Ghisleri di Euromedia Research, Berlusconi è convinto che con  qualunque legge elettorale si vada alle urne (Rosatellum bis o  Consultellum),l'importante è allargare il più possibile la coalizione con l'innesto di altre liste civiche (tipo quella 'animalista') o  nuovi 'contenitori' politici per formare e rafforzare la cosidetta  quarta gamba o 'quarto petalo del quadrifoglio' che dir si voglia, da  affiancare ai partiti tradizionali (ovvero Fi).

Chi promuove questo progetto politico lo  definisce un 'cantiere' di stampo neocentrista, capace di drenare  molti voti tra i grillini e la sinistra delusa. Chi, invece, vuole  affossarlo, lo considera una sorta di bad company, ovvero una  stampella che non farà parte di Forza Italia ma servirà solo da  acchiappa consensi.       

Presentarsi alle prossime politiche con una 'famiglia allargata',  spiegano a palazzo Grazioli, può essere una mossa vincente. Per questa ragione l'ex premier sta incoraggiando la scomposizione-segmentazione  del centrodestra e ha promosso la nascita anche di una sorta di  federazione centrista, che coinvolga i liberali dell'ex ministro di  Ap, Enrico Costa, i 'civici' di Enrico Zanetti; Flavio Tosi di  'Fare!'; l'Udc di Lorenzo Cesa, i 'fittiani' di Direzione Italia;  'Idea' di Gaetano Quagliariello e il movimento di Stefano Parisi,  Energie per l'Italia.    

Il concetto 'rivoluzione' è riecheggiato più volte in  questi mesi nelle stanze di Arcore ma anche nelle ultime interviste  dell'ex premier, rilasciate sia sulla carta stampata che in tv. Gli  italiani sono stanchi di questa politica delle promesse non mantenute, vogliono la rivoluzione, anche Forza Italia va rivoluzionata, va  ripetendo a tutti i suoi interlocutori l'ex presidente del Consiglio,  che continua considerare come nemico politico 'numero uno' Beppe  Grillo, non escludendo la prospettiva di una 'grande coalizione' dopo  le politiche.       

Secondo lo schema immaginato da Berlusconi, raccontano, se Forza  Italia punta a riconquistare i moderati sotto le insegne del Ppe,  'Rivoluzione Italia' potrebbe servire a recuperare "tutto il resto",  dando filo da torcere a Lega e Fdi. Insomma, il leader azzurro gioca,  come sempre, su vari tavoli e si tiene aperte più strade, mettendo sul piatto una 'offerta ampia' per catturare astenuti e delusi.      

 

 

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