Newt Gingrich

 In silenzio, mentre tutti i giornali  che davano per vincente Hillary Clinton pubblicavano lunghe liste  della sua possibile amministrazione, il transition team di Donald  Trump ha messo insieme una squadra, seguendo l'ordine del capo di  attingere il più possibile al settore privato, che contiene i nomi che ora potranno entrare nel più eclettico e controverso governo  americano.       

Per gli incarichi di punta, spiccano i nomi di Newt Gingrich, il  controverso ex Speaker della Camera, come segretario di Stato, un ex  banchiere di Goldman Sachs, Steven Mnuchin, al Tesoro, e il  cofondatore della Lucas Oil, il 74enne Forrest Luca, agli Interni, che negli Stati Uniti è il dipartimento che si occupa della tutela del  territorio e quindi delle concessioni petrolifere e minerarie. Ma ecco l'elenco completo dei possibili ministri, secondo Politico.       

SEGRETARIO DI STATO. Oltre a Gingrich, che è stato uno dei pochi  esponenti repubblicani a sostenere dalla prima ora Trump, vi sono  altri candidati all'incarico più importante dell'amministrazione, come Bob Corker, il senatore del Tennessee che presiede la commissione  Esteri. Ma è spuntato anche il nome di John Bolton, il neocon che  odiava le organizzazioni internazionali, mandato da George Bush a  rappresentare gli Stati Uniti all'Onu.

 SEGRETARIO TESORO. Per questo incarico gli insider fanno solo il nome di Mnuchin, dal momento che lo stesso Trump ha dichiarato l'intenzione di nominare l'ex banchiere di Goldman Sachs, ora  presidente e Ceo di un investiment firm, che è stato il presidente  finanziario della sua campagna.       

SEGRETARIO DIFESA. Vengono indicati diversi possibili candidati, primo tra tutti il senatore dell'Alabama Jeff Sessions, che è stato  consigliere di Trump durante la campagna. Si fanno poi i nomi dell'ex  consigliere per la Sicurezza Nazionale Stephen Hadley o l'ex senatore  Jim Talent. Il principale consigliere di politica estera il generale  Mike Flynn, ex direttore della Defense Intelligence Agency, sembra  destinato all'incarico di consigliere per la Sicurezza Nazionale.       

ATTORNEY GENERAL. Per questa poltrona, che potrebbe essere cruciale se Trump intende veramente continuare la crociata giudiziaria contro  Hillary Clinton per il Mailgate, si fanno i nomi di due figure di  punta del team Trump, entrambi ex procuratori: l'ex sindaco di New  York, Rudy Giuliani, e il capo del transition team, Chris Christie.  Anche se ora il governatore del New Jersey si trova in una posizione  svantaggiata dopo che i suoi collaboratori sono stati condannati per  lo scandalo del Bridgegate.       

 SEGRETARIO SICUREZZA INTERNA. Trump vuole mettere  all'homeland security uno sceriffo vero e proprio, David Clarke,  sceriffo afroamericano e ultra conservatore della contea di Milwaukee, che si è distinto alla convention di Cleveland con lo slogan "Blue  lives matter", nel senso delle vite dei poliziotti in divisa, in  opposizione al movimento "Black Lives Matter".       

SEGRETARIO ALL'INTERNO. Molti sono i nomi che si fanno per questa  poltrona a riprova che sarà considerata fondamentale l'impostazione  imprenditoriale che il tycoon intende dare alla sua amministrazione.  Ed accanto al nome di Lucas, è spuntato anche quello del figlio di  Trump, Donald jr. Secondo alcune fonti si è fatto anche il nome di  Sarah Palin, che potrebbe essere così una delle poche donne ad entrare nell'amministrazione Trump.       

SEGRETARIO ALLA SANITA'. Da questa poltrona potrà essere lanciato, in  accordo con il Congresso, l'attacco finale contro l'odiato Obamacare.  Per questo Trump pensa ad una figura di spicco, e tra i nomi circola  quello di Gingrich, in alternativa al posto di segretario di Stato,  del governatore della Florida Rick Scott e di Ben Carson, il medico  afroamericano che è stato l'altro outsider della campagna delle  primarie.

Una donna è la candidata al poltrona di ministro del  Lavoro Victoria Lipnic, che è stata vice segretario del dipartimento  del Lavoro tra il 2002 e il 2009. Mentre per quella del Commercio vi  sono diversi candidati, ovviamente provenienti dal mondo degli affari, come il miliardario Wilbur Ross, consigliere economico di Trump, ma  anche esponenti repubblicani, come l'ex governatore del Texas Rick  Perry.      

 Un petroliere miliardario è anche il principale candidato al  dipartimento dell'Energia: Harold Hamm, Ceo della Continental  Resources dell'Oklahoma, amico personale di Trump. Per quanto riguarda i dicasteri che seguono le questioni sociali, Trump ha detto che  intende ridurre il ruolo del dipartimento per l'Istruzione, se non  abolirlo del tutto. Tra i pochi nomi che circolano quello di un  analista dell'Hoover Institution, William Evers.  Un'agenzia che Trump ha detto di voler eliminare è l'Epa, il  corrispondente del dipartimento dell'Ambiente, anche se recentemente  ha corretto la posizione affermando che la manterrà ma  rivoluzionandola. Ed il principale candidato a guidarla è Myron Ebell, analista del Competitive Enterprise Institute che è critico e scettico sul global warming come causa dei cambiamenti climatici.   

 

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