"Il coraggioso discorso di Viktor Orbán al parlamento europeo: 'L'Ungheria non cederà a questo ricatto e  proteggerà i propri confini'. Tutta la mia vicinanza. no alle  sanzioni, no a processi a un governo liberamente eletto". Così su  Facebook, il ministro dell'Interno, Matteo Salvini.  

''E' servito a poco lo spostamento verso  destra di Berlusconi per andare in soccorso di Salvini: il Parlamento  Europeo ha detto sì alle sanzioni contro Orban, dando un chiaro  segnale politico e culturale". Lo dichiara l'eurodeputata del Pd,  Simona Bonafè.       

"I giochi politici italiani - prosegue l'esponente dem - hanno visto  ricompattare il centrodestra con Salvini e Berlusconi concordi nel  votare contro le sanzioni e, dall'altra far vacillare l'alleanza di  governo con i grillini, schierati contro. Pura tattica che dà la  misura dei protagonisti, interessati più a conquistare potenziali  fette di elettorato, anziché difendere i valori fondanti dell'Europa  in materia di stato di diritto".     

   "Il Pd - rimarca Bonafé - ha avuto sempre ben chiaro da che parte  stare, dalla parte dei diritti e delle libertà, che abbiamo difeso con il nostro voto di oggi, mentre Berlusconi, che della libertà ha fatto  la sua bandiera politica, l'ha riavvolta spostandosi verso destra per  tener buono Salvini e in piedi relative giunte regionali e  amministrazioni locali. Per fortuna di tutti, il Parlamento europeo sa ancora che certi valori non sono negoziabili''.     

- ''L'Ungheria non è un Paese in cui la  democrazia è sospesa, come qualcuno va dicendo in queste ore.  L'Ungheria è uno Stato sovrano che sta legittimamente difendendo i  propri confini. Come Fratelli d'Italia non possiamo che manifestare  solidarietà a Orban e al popolo ungherese, al quale abbiamo voluto  mostrare vicinanza anche oggi nell'Aula di Montecitorio attraverso  l'esposizione di alcuni cartelli". Lo dichiara il capogruppo di  Fratelli d'Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida.       

"Un atto del tutto innocuo, che però -aggiunge- ha evidentemente  infastidito chi non vuole perdere il vizio di mettere il bavaglio a  chiunque cerchi di contrastare certe politiche della sinistra. Quella  stessa sinistra che, come nel 1956, oggi vuole mettere in ginocchio  gli ungheresi. All'epoca per mano dei carri sovietici, oggi attraverso i lauti finanziamenti di George Soros. Il trait d'union sembra essere  sempre lo stesso: operare al servizio degli invasori''.        

''Fratelli d'Italia è al fianco del popolo ungherese e di Viktor Orban, che l'Unione Europea vorrebbe sanzionare  perché ha il coraggio di dire no all'invasione e no all'islamizzazione dell'Europa''. È quanto ha dichiarato il presidente di Fratelli  d'Italia, Giorgia Meloni, a margine dell'incontro che si è svolto  questa mattina a Roma con l'ambasciatore ungherese, Adam Zoltan  Kovacs.       

 Il leader di Fratelli d'Italia ha voluto portare la solidarietà di Fdi al premier Orban e al popolo ungherese nel giorno del voto favorevole  del Parlamento Ue alle sanzioni all'Ungheria. ''Con il popolo  ungherese. No all'invasione dell'Europa'' è stato lo striscione  esposto di fronte all'ambasciata dalla delegazione di parlamentari di  Fratelli d'Italia presenti al flash mob.      

  "Il popolo ungherese -ha aggiunto Giorgia Meloni- che sessant'anni fa  si è sollevato contro l'oppressione sovietica per difendere la sua  libertà e la sua sovranità ha ancora il coraggio di combattere contro  il nuovo soviet dell'Unione Europea. E noi, oggi come ieri, siamo al  loro fianco".    

"Incredibile la decisione contro Orban del Parlamento Europeo. Forza Italia ha fatto bene a sostenere il leader  ungherese che avrà sempre la nostra ammirazione per la chiarezza e la  coerenza con cui difende i valori cristiani e una politica di una  Europa orgogliosa della propria storia, del proprio ruolo e della  propria identità". Lo dichiara il senatore Maurizio Gasparri (Fi).       

"Questa decisione -aggiunge- non porterà a nulla perché i passaggi  ulteriori, giustamente, la vanificheranno. Il Parlamento Europeo fa  bene ad occuparsi della tutela del diritto d'autore o della tutela  dell'Europa di fronte all'assalto degli immigrati, invece che perdere  tempo con inutili persecuzioni ad un politico coerente".       

"Con la vittoria del sì al Parlamento  europeo nel voto sull'avvio della procedura di sanzione nei confronti  dell'Ungheria, l'istanza più democratica dell'Unione ribadisce il  principio che stato di diritto e valori fondanti non possono essere  violati impunemente dai governi. La decisione di oggi ci ricorda che  le istituzioni dell'Unione sono nate soprattutto per garantire i  diritti e le libertà di tutti i cittadini europei nei confronti di  chi, come Orban, rivendica con fierezza l'aver dato vita a una  'democrazia illiberale'". Lo scrive su Facebook il coordinatore di  +Europa, Benedetto Della Vedova.       

"La democrazia -aggiunge- garantisce le libertà perché pone limiti  alle maggioranze, tutelando le minoranze politiche e civili. Adesso  tocca ai capi di Stato dare corso alla procedura avviata dal  Parlamento. Una procedura che non è contro l'Ungheria, ma che mira a  salvaguardare tutti i cittadini dell'Unione, a partire proprio da  quelli ungheresi".        "Forza Italia ha finto di non vedere e non capire -prosegue- parlando  per Orban di 'toni sbagliati', e ha scelto di difendere i suoi  attacchi alle libertà, schierandosi con la democrazia illiberale, al  fianco di Salvini e dei nazionalisti, xenofobi. La libertà - conclude  Della Vedova - non è più di casa da quelle parti".  

Il presidente del Consiglio Giuseppe  Conte dovrebbe chiarire se l'Italia appoggia l'avvio della procedura  prevista dall'articolo 7 del Trattato sull'Ue nei confronti  dell'Ungheria, oppure no, visto che i due partiti della maggioranza  hanno posizioni opposte sulla questione. Lo dichiara la  capodelegazione del Pd al Parlamento Europeo, Patrizia Toia.       

"Oggi - afferma - il Parlamento Europeo ha chiesto di attivare  l'articolo 7 per censurare le violazioni dello stato di diritto del  premier ungherese Orban e anche il Ppe ha chiarito una volta per tutte da che parte sta, nonostante la vergognosa defezione di Forza Italia.  Ora la parola passa al Consiglio Ue e toccherà al Governo italiano  chiarire da che parte sta, visto che i leghisti hanno votato a difesa  di Orban e i grillini hanno votato contro".      

  "I valori democratici dell'Unione europea non sono un argomento  marginale su cui l'Italia può permettersi delle ambiguità. Il  presidente del Consiglio Conte deve dire con chiarezza qual è la  posizione del governo", conclude.