Alle previsioni del Fmi, secondo le quali l'Italia è uno dei rischi per l'outlook a livello globale  insieme a Brexit e al rallentamento della Cina, "il mio commento è che il quarto rischio sono le politiche consigliate dal Fondo Monetario"  Internazionale. Lo dice il ministro dell'Economia Giovanni Tria, in  conferenza stampa al termine dell'Eurogruppo a Bruxelles.       

"E' una battuta forte - precisa - non ho questo giudizio così negativo per il Fondo Monetario" Internazionale, ma "dico semplicemente che  questo mainstream che prevale nel Fondo Monetario e anche nella  Commissione Europea è che le politiche fiscali si attuano quando c'è  il segno meno, quando si è in recessione".       

"Io credo che questo sia sostanzialmente sbagliato: anche con l'1% di  crescita, la tesi è che bisogna accumulare i buffer fiscali, per  essere pronti a reagire in caso di crisi. E' la tesi di chi non vede  che, in questo modo, per voler accumulare mezzi per reagire al momento della crisi, si crea la crisi", continua Tria. 

"E' una vecchia storia - prosegue il ministro - che si  ripete anche nella politica monetaria, quando il problema che si pone, in questo momento anche da parte della Fed, è 'stiamo attenti, bisogna aumentare i tassi, perché se sono troppo bassi non avremo spazio per  reagire quando c'è un rallentamento o una recessione'. Ma, se si fa  nel momento sbagliato, si crea il rallentamento o la recessione.  Oltretutto, è anche sbagliato dal punto di vista teorico, perché le  politiche fiscali hanno dei tempi di applicazione".       

"Per cui - continua Tria - quando si fa politica fiscale espansiva nel momento in cui si è già in recessione, con molta probabilità l'effetto si ha quando è finita la recessione, e questa politica diventa  prociclica, invece che anticiclica. Quindi, rimango convinto che  questo sia un errore di fondo nei suggerimenti di policy". "Ovviamente - conclude il ministro - ci sono dei rischi globali, ma non credo  assolutamente che l'Italia sia oggi un rischio, né per l'Europa, né a  livello globale. A volte ci sono dei temi che si ripetono nel momento  in cui il rischio non c'è: lo dicevano quattro mesi fa e continuano a  dirlo".   

Del resto, ha convenuto il ministro conversando con i  cronisti a margine della conferenza stampa, al Fondo "hanno un bel  background...", quanto a politiche economiche che hanno avuto effetti  negativi sui Paesi ai quali sono state applicate. "Credo che tra gli  economisti, ormai, una buona maggioranza riconosce quello che sto  dicendo", ha aggiunto Tria.       

"Non si riconosce, per esempio, che il problema della crescita e degli investimenti è fondamentale. In un momento in cui i tassi sono così  bassi, persino Olivier Blanchard (ex capo economista del Fondo, ndr)  ha riconosciuto che ci sono le condizioni per spingere sugli  investimenti anche a deficit, anche a debito, perché il debito non  crescerebbe, se i tassi sono sufficientemente bassi, come sono  prevalentemente oggi", ha concluso Tria.    

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