La Francia rischia "un periodo buio" in  caso di vittoria di Marine Le Pen e in un'Europa "già a due velocità", lo stato delle banche italiane non è peggiore degli altri paesi.  L'economista francese Jean Paul Fitoussi, intervistato dall'Adnkronos, affronta i tempi più caldi sul fronte politico ed economico per  l'Unione europea e non risparmia stoccate al presidente americano  Donald Trump e al Fondo monetario internazionale.       

E' l'appuntamento con le urne in Francia il primo argomento del  colloquio avvenuto in centro a Milano. "Se c'è una vittoria di Le Pen  entriamo in un periodo totalmente buio, di incertezza che cresce ma  non è sicuro: anche se eletta ha capito che i francesi vogliono stare  nella zona euro e dunque può perdere le elezioni perché credono voglia uscirne", sottolinea il docente ed ex consigliere indipendente del  presidente Nicolas Sarkozy. "Per come sono ora i sondaggi non ha  chance di diventare presidente, ha tutte le possibilità di andare al  secondo turno ma non di vincere", sottolinea.       

In un'Europa che deve fare i conti con il post Brexit, con il rischio  di deriva populista e una politica bancaria non sempre condivisa  l'economista 'promuove' il sistema di credito italiano. "Non credo che lo stato del sistema bancario italiano sia più degradato di quello  degli altri, ma c'è bisogno di dire c'è il bravo e il cattivo della  classe", osserva facendo riferimento al Global Financial Stability  Report del Fmi che osserva la presenza di troppe banche in Italia e  lamenta una riduzione bassa dei Non performing loans.   

"Il Fondo monetario internazionale dice quello che  dicono tutti dappertutto, mi sono chiesto - aggiunge ironico Fitoussi  - se è diventato una casa editrice o un giornale perché quanto afferma sugli Npl concerne pochissime grandi banche italiane, forse ci sono  delle piccole ma nessuno se ne frega". L'unione bancaria resta uno  degli argomenti centrali nella politica europea così come la  possibilità per alcuni Paesi di procedere sulla strada  dell'integrazione a velocità diverse rispetto ad altri.       

"L'Europa a due velocità esiste già: l'Europa della zona euro e  l'Unione europea, questo non ha fatto male all'Unione europea; dunque  si potrebbe immaginare che qualche paese della zona euro vada ancora  più avanti nell'integrazione fiscale e questo non farà male",  sottolinea. "Non è che ci sono i primi e gli ultimi, ci sono quelli  che scelgono il grado di integrazione e questa scelta è libera e a  nessuno è impedito di farla: è questo che significa l'Europa a due,  tre, quattro velocità". Nessun giudizio su teste di serie o fanalini  di coda. "Sono i Paesi della zona euro che trainano la Germania, non  il contrario perché la Germania fa i suoi affari con i paesi della  zona euro, ha un surplus enorme".       

Non solo Europa, Fitoussi parla anche di Trump. "Dicono che ha una  politica ma non la capiamo, è contraddittoria: un giorno dice una cosa e dopo il contrario. Anche sulla tassazione delle importazioni, la  Cina adesso è brava, è simpatica, è una bella ragazza che si può  accogliere senza tasse, ha detto. Anche su questo fronte non si  capisce bene quello che farà Trump. Spero - conclude - non farà delle  brutte cose perché è capace".