"Un'interruzione traumatica della  legislatura sarebbe stata devastante". Lo ha detto il premier Paolo  Gentiloni nella conferenza stampa di fine anno nell'aula dei gruppi  della Camera.       

 "La verità è che l'italia si è rimessa in  moto, il merito è delle famiglie, delle imprese, dei lavoratori, di  chi studia e di chi si prende cura delle persone. Io uso spesso il  verbo accompagnare, dobbiamo dirci che l'Italia si è rimessa in moto e lo ha fatto innanzitutto per merito degli italiani"   Ora occorre, per il premier, "non dilapidare lo sforzo fatto" e questo è "il primo impegno che la politica e i governi che verranno devono  assumersi" perché sarebbe "grave e irresponsabile non farlo".        

"Il mio governo è nato in circostanze  molto difficili: la sconfitta nel referendum costituzionale, le  dimissioni di Renzi, le divisioni nella maggioranza. Ma detto questo,  non abbiamo tirato a campare, il mio governo ha fatto pochi annunci ma non ha preso poche decisioni".

 "L'informazione professionale, il mondo  dei giornali, delle televisioni e del web è una parte irrinunciabile  ed essenziale in un grande paese democratico. Credo che il governo  abbia fatto delle cose essenziali, ha riformato l'ordine e messo  parecchie risorse nell'editoria, ma bisogna fare di più".

 "E' stato anche l'anno della sconfitta  militare di Daesh. Una sconfitta a cui anche il nostro Paese ha dato  un contributo rilevante".

"Al governo ho potuto contare su ministre  e ministri di grande qualita', che hanno fatto un lavoro  straordinario", a dimostrazione che "in Italia c'e' una sinistra di  governo, da Letta a Renzi al governo che io ho presieduto".

 "Siamo fra i quattro o cinque giganti  mondiali dell'export. A volte, come si dice a Roma, 'nun ce se crede', però è così; dovremmo tutti esserne più consapevoli". 

''Il tasso di occupazione generale, pur  essendo aumentato, è ancora bassissimo nel nostro paese''.

"Siamo intervenuti per salvare il  risparmio, l'economia di interi territori e per evitare conseguenze di sistema. Altro che regalare soldi ai mariuoli! E lo abbiamo fatto con  una frazione di risorse rispetto a quelle impiegate da altri Paesi  europei. Penso a quanto hanno speso la Germania, la Spagna o  l'Olanda". 

"Siamo il Paese che contemporaneamente  dimostra capacità di accoglienza (anche la notte di Natale) e  l'orgoglio di saper infliggere colpi durissimi ai trafficanti. Questa  è l'Italia".

''Il tasso di occupazione generale, pur  essendo aumentato, è ancora bassissimo nel nostro paese''.

 

"La capacità dell'Italia" di accogliere i  migranti e colpire i trafficanti "è apprezzata in Europa, con un  apprezzamente, per la verità, più da spettatori, ma son meglio gli  spettatori che apprezzano di quelli che fischiano".

Matteo Renzi "ha messo in campo un  dinamismo e una capacità di riforme straordinario, lasciando in  eredità anche pacchetti di decreti attuativi molto rilevanti" per  poter completare il lavoro iniziato dal precedente governo. 

"Nel proliferare di promesse fantasiose,  possiamo rivendicare la bontà della misura del reddito di inclusione,  misura universale e concreta". 

"Il governo si affiderà alle indicazioni  del Presidente della Repubblica. Sarà Mattarella a dettare tempi e  modi dei prossimi passaggi istituzionali. I riflettori saranno puntati sulla campagna elettorale come è giusto che sia, ma assicuro che il  governo non tirerà remi in barca. Nei limiti fissati dalla  Costituzione, dalle leggi e dalla prassi il governo governerà"

"Il capitolo dei diritti è purtroppo  incompiuto, ma resta storico".  Il premier rivendica le misure sul reato di tortura, la legge sui minori non  accompagnati, la legge sulla violenza nelle donne. E, in particolare,  le leggi su unioni civili e biotestamento. "Sono in Parlamento da 17  anni e da 17 anni ne sentivo parlare. Sono contento di aver fatto  parte un governo che, quando ero ministro degli Esteri, ha approvato  le unioni civili, e poi il biotestamento".       

"Credo sia interesse generale del paese  una campagna elettorale che limiti, per quanto difficile, sia la  diffusione di paura che la promozione di divisioni", e che non faccia  leva "sul dilettantismo. Sono rischi che abbiamo di fronte, ma più la  campagna elettorale è lontana dalla facile vendita di paure e  illusioni da dilettanti allo sbaraglio, meglio sarà per il Paese".

"L'Italia non si mette in pausa: il  governo si affida alle indicazioni del Presidente della Repubblica,  che ringrazio per il costante ruolo di garante delle istituzioni che  ha svolto e svolgerà. Sarà il Presidente Mattarella a dettare i tempi  dei prossimi passaggi istituzionali". 

"Non dobbiamo drammatizzare il tema della  stabilità politica, che è un tema che c'è e dobbiamo farcene carico.  Quando mi guardo intorno, se penso alle grandi economie europee, quasi tutte condividono problemi di relativa instabilità di governo. Noi  abbiamo il problema più specifico della legge elettorale, ma siamo in  grado di gestire questa situazione e mi auguro che il rischio di  instabilità venga governato". Lo dice Paolo Gentiloni  con riguardo al rischio di un esito incerto alle  prossime elezioni politiche.

"Sinceramente non credo che i governi di  questa legislatura abbiano lesinato la collaborazione con Roma". Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni che ha spiegato che il ministro Carlo Calenda "ha messo al centro la questione di dare alla nostra capitale un impulso maggiore". "Penso  che Roma -ha aggiunto- abbia tutte le capacità e le risorse per un  maggiore dinamismo economico e imprenditoriale. Il governo non solo  non ostacola, ma è a disposizione".       

"Qualsiasi cosa dica verrebbe usata contro di me".Ha risposto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni a una domanda  sulla sua disponibilità a guidare, in caso di un risultato elettorale  dal quale non emerga una maggioranza, a guidare un esecutivo di larghe intese.     

"Il modo migliore per archiviare la legge  sullo ius soli per anni sarebbe stato quella di farla bocciare:  perfetto, lineare, pratica archiviata".

"Pur avendoci lavorato, la verità semplice è che non siamo riusciti a mettere insieme i numeri" per approvare la  legge sullo ius soli. Non averla approvata "è un difetto dell'azione  di governo, non sto dando la colpa a nessuno, ma non siamo riusciti".  

   "Non c'era incertezza sui contenuti - assicura il presidente del  Consiglio rispondendo a chi ha criticato il governo - ma c'era  incertezza sui numeri". "Sappiamo che il futuro, se guardiamo lontano, si gioca sulla nostra capacità di non escludere e non respingere", ha  aggiunto, "perché se escludi e respingi raccogli odio".   

"Ho sentito le polemiche sul numero legale di sabato  scorso - ha chiuso dunque il premier - ne capisco anche le ragioni  purché si sia consapevoli che anche se tutti i parlamentari del Pd e  di Leu fossero stati presenti non ci sarebbe stato ugualmente il  numero legale" per andare avanti.        

Cerchiamo di volerci bene e non  trasformare sfortuna in una sconfitta". Lo ha detto il presidente del  Consiglio tornando a parlare della collocazione dell'Agenzia europea del farmaco a Amsterdam, prevalsa nel sorteggio finale proprio davanti a Milano.      

  "La vicenda Ema é chiarissima. L'Italia e Milano hanno avuto un  riconoscimento notevolissimo, il migliore possibile. L'Italia è andata molto bene ma è stata sfortuna nella decisione finale con la monetina.       

"Noi siamo stati molto bravi, molto meglio di altri paesi europei come la Germania che aveva una città che non è arrivata nemmeno alla  finalissima. Penso sia stato successo per Milano e la diplomazia e se  fossimo seri nel valutare la questione, lo riconosceremmo  onestamente", 

Il presidente del Consiglio rischia di  diventare una riserva della Repubblica? "Io sognerei altre  panchine...". 

"Mi auguro che il Pd abbia un buon  risultato" alle urne "e che questo faciliti la costruzione di un  governo". Così il premier durante la conferenza  stampa di fine anno, rispondendo a una domanda su possibili alleanze  post voto.      

"Dopo 10 mesi e diversi tentativi falliti  a due mesi circa dalla conclusione della legislatura e di fronte una  richiesta parlamentare così ampia, che andava molto molto al di là  della stessa maggioranza di governo, ho preso la decisione" di mettere la fiducia. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni,  rispondendo a una  domanda sulla scelta di mettere la fiducia sul Rosatellum.       

"Chi la considera una forzatura ha tutto il mio rispetto - ha aggiunto Gentiloni - ma dico anche che prendersi la responsabilità opposta  avrebbe potuto essere considerata una forzatura di tipo opposto. Ogni  tanto bisogna prendere delle decisioni, noi ne abbiamo prese parecchie e credo sia stata una delle più complicate".   

Sull'Ilva "penso che abbia ragione il  governo, ci mancherebbe... Confidavo nel Natale e ho fatto un appello  al presidente della Regione Puglia e al Sindaco di Taranto. Mi auguro  che questa preghiera, insieme alle proposte del ministro Calenda,  aiuti...". e ha aggiunto che "dobbiamo evitare che la  situazione arrivi a un punto di crisi gravissima in termini  occupazionali e ambientali".        

"Finalmente ci sono segnali positivi" nel  mercato immobiliare che ha vissuto "uno dei momenti più bui e  difficili". Lo ha detto il premier ricordando le misure adottate in merito anche  nell'ultima legge di Bilancio. "Ci sono alcune misure del governo che  hanno funzionato bene. Parlo dei bonus per le ristrutturazioni", nella legge di Bilancio "abbiamo aggiunto quello per la manutenzione del  verde privato. Tutte queste misure hanno contribuito a tenere vivo il  mercato immobiliare in uno dei momenti più difficili della storia del  Paese".     

- "Il Pd ha preso un'iniziativa parlamentare che io non ho condiviso e, come sapete, ho preso una decisione  difforme. Per quanti riguarda la presenza dei ministri in consiglio  dei ministri le assenze sono frequenti. Potrebbe essere che quella  avesse un significato politico. La politica e' fatta di compromessi e  di comprensione delle ragioni altrui, l'importante è che nelle  decisioni fondamentali si abbia a cuore l'interesse del Paese".

"Il fanalino di coda dell'Europa non siamo più noi. Se lo cercate, cercatelo altrove". 

"Siamo dietro nell'eurozona - ha aggiunto - ma la distanza tra la  media dell'eurozona e il tasso di crescita italiano si è più che  dimezzata negli ultimi 5 anni. Ora l'Italia è allo 0,7 in meno  rispetto alla media dell'eurozona", rivendica il premier.       

Sulle banche, aggiunge Gentiloni, "il sistema italiano ha risolto le  proprie crisi rilevanti, sta riducendo i propri crediti deteriorati,  passati 86 miliardi a 66 miliardi. Venti miliardi in meno''. Gentiloni ha aggiunto: "lasciate lavorare il sistema bancario. Noi vigileremo  perché l'attività di risanamento prosegua con il ritmo necessario ma  cerchiamo di evitare crisi provocate da questa o quella regola  improvvisata''.    

"Non ho un potere di divinazione. Mi  occupo dell'attività di governo in questa fase". dice il premier  Paolo Gentiloni alla conferenza stampa di fine anno rispondendo su  quale sbocco potrebbe avere un eventuale stallo dopo le elezioni tra  l'ipotesi di un governo di larghe intese, un esecutivo tecnico o il  ritorno alle urne.    

       ANTITRUST: GENTILONI, ELIMINARE LIMITI IN VIGORE NON EQUIVALE A RIFORMARE =       Su concentrazioni necessario modernizzare in modo organico        Roma, 28 dic. (AdnKronos) - "Il tema delle regole contro le  concentrazioni è di attualità crescente anche se è diverso da come si  presentava 15 anni fa. Non vorrei che immaginassimo di salvarci la  coscienza, semplicemente eliminando i limiti di una precedente  stagione. E' ragionevole eliminare quel tipo di impostazione ma  occorre farlo in un quadro più moderno, non semplicemente rinunciando  alle regole attuali". Lo ha detto il presidente del Consiglio Paolo  Gentiloni, rispondendo - nel corso della conferenza stampa di fine  anno - alla necessità di un superamento delle norme in vigore in  materia di concentrazioni proprietarie di aziende nel settore della  comunicazione e dei media.        (Ruf/AdnKronos)  ISSN 2465 - 1222 28-DIC-17 13:49

Al presidente del Consiglio Paolo  Gentiloni, nella conferenza stampa di fine anno, è stato chiesto se  non sia giunta l'ora per il Pd di riflettere sulla riforma del Titolo  V della Costituzione e sulle riforme istituzionali, e il premier ha  replicato: "L'espressione 'è giunta l'ora' pare un po' azzardata, nel  senso che dura da una trentina d'anni e... non riapriamo quella porta" ma "nessuno può dire che in questa legislatura il Pd non ci abbia  provato. Poi si possono discutere i modi...".       

 "Il vero motivo" della scissione "è  difficile da individuare. Credo sia stato un processo di  deterioramento dei rapporti. Per quanto si dica che in politica  contano solo i programmi, contano molto anche i rapporti tra le  persone".      Quanto a una possibile ricomposizione dopo le elezioni, "vedremo le  condizioni che ci saranno dopo il voto e mi auguro che gli elettori di centrosinistra abbiano chiara la centralità e l'importanza di  rivendicare il ruolo di una sinistra di governo che peraltro ha  coinvolto nell'ultima legislatura, tranne gli ultimi due mesi, parte  consistente degli amici che hanno deciso diversamente". Conclude  Gentiloni: "Sarà difficile non offrire questo patrimonio agli elettori anche per chi ha scelto" di lasciare il Pd.   

 ''Mi auguro che si possa arrivare  rapidamente'' a sciogliere il nodo Alitalia e che ''le offerte che  sono sul tavolo possano essere anche migliorate. Per certi versi è  necessario e che ci sia, da parte dei dipendenti, dei lavoratori,  dell'opinione pubblica, dei viaggiatori e degli utenti una grande  senso di responsabilità''.      Per il 2008 un ''combinato disposto tra l'opposizione di allora, che  aveva il vento in poppa, e le organizzazioni sindacali'' bloccò  l'acquisizione di Alitalia da parte di Air France. ''Se oggi avessimo  sul tavolo l'offerta di Air France la prenderemmo al volo''.       

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