Stavolta l'input arrivato da Arcore è di  attaccare a testa bassa non solo i Cinque stelle, ma anche la Lega,  perchè questo governo fa solo danni al Paese. Sarà per i sondaggi che  continuano a dare il Carroccio oltre il 30%, sarà perchè nel momento  di massimo scontro all'interno della maggioranza la cosa migliore da  fare è picchiare duro per spingere Matteo Salvini a far saltare il  banco, sta di fatto che Silvio Berlusconi avrebbe deciso di cambiare  strategia nei confronti del suo alleato. Ora è il momento di  affondare, anche "perchè fino ad ora il 'Capitano'", dice un big  azzurro, "non ha realizzato nessuno dei punti promessi del programma  di centrodestra".       

Due domeniche fa, in una cena riservata ad Arcore con alcuni  parlamentari azzurri, raccontano, il Cav avrebbe chiesto di pigiare il piede sull'acceleratore e di non fare sconti al governo gialloverde su nulla: dalla manovra alla sicurezza, dall'immigrazione all'Europa.  L'obiettivo, in vista delle europee, è fare la voce grossa quando  serve per incalzare Salvini e provare a smarcarsi, ma senza arrivare  (almeno per ora) a minacciare corse solitarie alle elezioni, anche  amministrative. Salvini ci deve dire quando staccherà la spina a  questo governo, altrimenti si renderà complice dei danni che sta  facendo agli italiani, sarebbe stato il ragionamento dell'ex premier.      

  In questi giorni Berlusconi avrebbe ribadito la sua strategia  d'attacco con il mirino puntato pure su Salvini,nonostante le forti  perplessità di uno dei suoi collaboratori storici, Fedele  Confalonieri. Il presidente di Mediaset è sempre stato il più   governista dei governisti, nell'inner circle berlusconiano, e anche  ieri, nel tradizionale pranzo del lunedì a villa San Martino, avrebbe  consigliato al leader azzurro un'opposizione responsabile. Niente da  fare, il presidente di Fi, raccontano, sarebbe determinato a fare la  spina del fianco della coppia Di Maio-Salvini e e di vestire, in  particolare, i panni del 'grillino', usando gli stessi metodi dei  Cinque stelle e tornando in piazza come ai vecchi tempi per gridare  forte il proprio 'no' a tutti i provvedimenti governativi non  condivisi dal partito.