Si sono aperti alle 7 in tutta la  Lombardia i seggi per votare al referendum consultivo per chiedere  maggiore autonomia per la regione. Gli aventi diritto al voto sono  oltre 7,8 milioni, 1.523 i Comuni coinvolti, per 3.263 edifici sede di voto e 9.224 sezioni elettorali. La consultazione, aperta fino a  questa sera alle 23, si svolge per la prima volta in Italia con  modalità di voto elettronico, con 24.700 tablet utilizzati per votare. E' stato previsto un servizio di assistenza ai seggi di voto, con la  presenza di 6.300 tecnici, almeno uno per ogni edificio sede di  seggio, per offrire supporto al personale per tutte le operazioni di  allestimento del seggio e installazione e preparazione dei tablet fino al riversamento dei dati contenuti nelle memorie usb nel sistema  predisposto da Regione Lombardia.       

Si vota nel seggio indicato sulla propria tessera elettorale, che però non è necessario avere con sé. Per esprimersi basta presentare al  seggio un documento d'identità valido. In Lombardia, a differenza che  in Veneto, non è previsto alcun quorum, perciò conterà la vittoria del Sì o del No a prescindere dal numero di votanti.       

Sulle schede elettroniche appare il seguente quesito: "Volete voi che  la Regione Lombardia, in considerazione della sua specialità, nel  quadro dell'unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali  necessarie per richiedere allo Stato l'attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai  sensi e per gli effetti di cui all'articolo 116, terzo comma, della  Costituzione e con riferimento a ogni materia legislativa per cui tale procedimento sia ammesso in base all'articolo richiamato?"    

L'articolo della Costituzione richiamato dal testo  spiega che particolari forme di autonomia "possono essere attribuite  ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione  interessata". Per questo motivo, il referendum è solo consultivo: la  Lombardia chiede ai suoi cittadini un parere sulla possibilità di  avviare un tavolo di trattativa con il governo per ottenere maggiore  autonomia nel quadro dell'unità nazionale.       

Le competenze che possono essere richieste in fase di trattativa vanno dalla tutela della salute alla ricerca, dall'ambiente all'istruzione,  dalla sicurezza del lavoro alla protezione civile, fino al  coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario. A  maggiori competenze potranno corrispondere anche maggiori risorse, in  particolare per quanto riguarda il cosiddetto residuo fiscale, ovvero  la differenza tra quanto i cittadini di una regione versano allo Stato e quanti soldi tornano nel territorio regionale attraverso  investimenti e servizi.       

Il residuo fiscale della Lombardia è di 54 miliardi di euro, il più  alto d'Italia, seguito da quelli dell'Emilia-Romagna (19 miliardi) e  del Veneto (15,5 miliardi). Attraverso l'autonomia la regione lombarda si propone di trattenere sul proprio territorio metà del residuo  fiscale, circa 27 miliardi di euro.  

Per la prima volta in Italia all'interno della cabina  elettorale i cittadini lombardi trovano un tablet per votare, privo di connessioni a internet e reti. Per cominciare le operazioni di voto  bisogna toccare il pulsante 'Inizia' sullo schermo, in modo da far  apparire la schermata con il quesito referendario. Sotto il quesito ci sono le tre opzioni di risposta: Sì, No e Scheda bianca, che devono  essere toccate per esprimere la propria preferenza. A questo punto una schermata di ricapitolazione chiede di confermare, con il pulsante  Vota, o di modificare, attraverso il pulsante Cambia. La modifica è  possibile una sola volta. Dopo aver votato, il sistema torna alla  schermata iniziale entro cinque secondi.       

Dalla Regione Lombardia si spiega che i costi del referendum potranno  essere quantificati con esattezza solo a conclusione delle procedure  di rendicontazione. Al momento la stima è di circa 5 euro per  cittadino lombardo, di cui quasi la metà a titolo di investimento  nelle tecnologie per il voto elettronico, che saranno destinate in  comodato d'uso gratuito alle scuole o ai Comuni che ospitano i seggi  elettorali ma che potranno essere riutilizzate anche per le prossime  tornate elettorali.        Ma, secondo alcune stime, la Lombardia spenderà quasi 50 milioni di  euro. Solo per l'acquisto dei tablet e dei software la Regione ha  speso 23 milioni. Altri 24 servono per pagare gli scrutatori e  garantire il resto delle operazioni, mentre altri 1,6 milioni di euro  sono stati spesi per la campagna elettorale.    

 

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